PESCARA – “Grazie alla deregulation voluta dai governi Berlusconi e Monti i lavoratori e le lavoratrici della grande distribuzione sono stati privati della possibilità di trascorrere la Pasquetta con i propri familiari e amici”.
Lo scrive il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.
“La deregulation non è segno di modernità e di chissà quale progresso a cui bisogna per forza adeguarsi – sostiene Acerbo – visto che in Francia, in Germania e nella maggior parte dei paesi europei vige il principio dell’apertura domenicale e festiva per deroghe e comunque una regolamentazione ragionevole per tutelare lavoratori, piccolo commercio e consumatori”.
“Anche in questo campo il governo Monti si dimostra funzionale agli interessi economici forti che sono gli unici favoriti dall’impostazione neoliberista dell’azione governativa – aggiunge – Trovo vergognoso che l’attuale maggioranza di governo (Pdl-Udc-Pd) nel votare questa misura che consente di aprire potenzialmente 365 giorni all’anno e 24 ore su 24 non abbia sentito nemmeno il dovere di emanare norme a tutela dei lavoratori che aumenterebbero anche i livelli occupazionali”.
“Non posso che lamentare il ritardo con cui la Regione Abruzzo sta reagendo – sottolinea l’esponente comunista – Da tempo l’assessore Castiglione si è detto d’accordo con la proposta che ho lanciato all’indomani dell’approvazione del decreto Monti ma della legge regionale che contrasti questa deregulation non si vede ancora traccia”.
“Stufi di aspettare presenteremo il nostro progetto di legge, da tempo pronto, che avevamo accantonato perché c’era stato un impegno formale di Castiglione – spiega Acerbo – Ma oltre alla battaglia sul piano legislativo regionale e del contenzioso che si aprirà con il governo davanti alla Corte costituzionale c’è bisogno di una mobilitazione sociale vasta contro questo fenomeno”.
“Da quel che hanno segnalato su Facebook – afferma ancora – hanno sicuramente aperto i battenti l’iper di Città Sant’Angelo, il Città Sant’Angelo Outlet Village e Il Gran Sasso di Teramo ma probabilmente la lista è più lunga”.
“Non nutro dubbi sul fatto che ci saranno centri commerciali che apriranno anche il 25 aprile e il 1° maggio – ritiene Acerbo – È doveroso lanciare una campagna di boicottaggio delle strutture della grande distribuzione che apriranno in quelle date simbolo della storia della conquista dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, una campagna a cui potrebbero aderire non solo le organizzazioni sindacali e di categoria, ma anche enti locali, associazioni, parrocchie”.
“In Germania la Conferenza episcopale ha guidato la battaglia contro le aperture domenicali e festive. I lavoratori della grande distribuzione, tra cui annovero anche gli esercenti che operano nelle gallerie dei centri commerciali, non hanno la forza contrattuale per bloccare queste decisioni. Per questo – conclude Acerbo – è fondamentale che ci sia una battaglia sociale e culturale contro l’iper-sfruttamento”.
Acerbo, inoltre, annuncia che nelle prossime ore lancerà un gruppo su Facebook per cominciare a raccogliere adesioni in favore del boicottaggio.






