L’AQUILA – “Berlusconi non si fa vedere all’Aquila da gennaio, nonostante mesi di mobilitazione, manifestazioni all’Aquila e a Roma, manganellate, eccetera, e ora torna quando la ricostruzione è ferma, stiamo ripagando tasse e mutui, dovremo ripagarci anche le case “E” mettendoci i soldi di tasca nostra, non c’è una legge né una certezza per l’economia e il lavoro”.

L’accusa arriva dal comitato 3e32 dei cittadini aquilani che se la prende con Silvio Berlusconi per la sua nuova visita all’Aquila dopo quella a fine gennaio.

“Torna – aggiungono – e che fa? Ascolta la gente e i problemi? Si reca in città? No. Si barrica, insieme a Chiodi e Bertolaso, nel Dicomac, nella cittadella militarizzata della Guardia di Finanza, un posto blindato come una moderna Bastiglia, dove è vietato manifestare”.

“Che cosa viene a fare, ancora promesse? – rincarano la dose – Come ha fatto fin dai funerali delle vittime, salvo poi andarsi a far passare la tristezza a Casoria? A ripulirsi l’immagine, tentando ancora una volta di accreditare il miracolo aquilano? Dopo 19 mesi di inganni nessuno è più disposto a credere alle promesse”.

Il comitato invita il premier a tornare solo “quando avremo visto i fatti: proroga della restituzione delle tasse, legge sulla ricostruzione, sostegno all’economia. L’Aquila rifiuta gli sciacalli”.