L’AQUILA – Oggi riapre al culto la Basilica di Collemaggio. L’antica facciata, restaurata e liberata dai ponteggi dopo il terremoto, potrà finalmente tornare a essere ammirata da aquilani e turisti. Non si tratta certo di un intervento definitivo: la chiesa ha subìto danni milionari e ci vorranno tanti anni e tanti soldi per rimetterla a posto. Se non si troveranno, ha lanciato l’allarme il commissario Luciano Marchetti, Collemaggio e molti altri monumenti danneggiati dal sisma potrebbero restare per anni così come sono adesso, puntellati, vuoti e abbandonati a se stessi.
UN PERCORSO DIFFICILE
Secondo la scheda di valutazione redatta dal ministero per i Beni culturali, ci vorranno 5,5 milioni di euro per restaurare completamente la sola Basilica, e altri 10,5 milioni per il complesso monumentale. Quanto ai danni, il documento spiega che con il sisma delle 3.32 c’è stato il collasso delle volte del transetto, degli arconi trionfali, del tamburo, dalla cupola, degli elementi di copertura del transetto. Lesioni di grave entità con situazione prossima al crollo sono state analizzate nella zona presbiteriale e absidale e nei rispettivi elementi di copertura. Lesioni di media entità, infine, sono negli aggetti e nella cella campanaria. Insomma, la strada verso la rinascita della Basilica che ospita la Perdonanza Celestiniana è ancora molto lunga e piena di difficoltà.
LA FACCIATA RESTAURATA
L’intervento di restauro che si conclude ufficialmente oggi con la riapertura della facciata, invece, era iniziato nell’autunno del 2007 su iniziativa della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo ed è stato riavviato qualche mese dopo il terremoto del 6 aprile 2009. In particolare, la facciata è stata sottoposta a un’accurata indagine termografica per verificare lo stato di conservazione delle pietre e delle malte, si è passati quindi al loro consolidamento ealla riparazione dei danni provocati dal sisma.
L’intervento più delicato quello sul rosone centrale, uno dei simboli dell’aquilianità, che è stato smontato e rimontato con la costituzione della struttura di sostegno ormai obsoleta con una più leggera, in acciaio inossidabile.
LA CERIMONIA
L’evento sarà celebrato con una cerimonia cui prenderanno parte il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che alle 15 si incontreranno con i cittadini sul sagrato dell’antica chiesa.
A benedire la Basilica saranno presenti l’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, e il vescovo ausiliario, Giovanni D’Ercole.
Il commissario delegato per la tutela dei Beni culturali all’Aquila, Luciano Marchetti, illustrerà il lavoro svolto in questi mesi. Per quanto riguarda la parte storico-artistica, invece, sarà Biancamaria Colasacco della soprintendenza a spiegare e raccontare il valore della Basilica di Collemaggio.
A onorare l’evento, anche il conservatorio Casella dell’Aquila, che si esibirà in un suggestivo concerto, a cui seguirà una visita guidata alla chiesa di Santa Maria Paganica, nel centro storico della città. Un’altra opera d’arte dell’Aquila, distrutta dal sisma, ma che presto i fedeli potranno tornare ad ammirare.
CERASOLI (UIL): ”E’ SOLO UN’ALTRA PASSERELLA”
L’AQUILA – “È arrivato il momento di dire basta alle mistificazioni sui beni culturali ridando il lavoro a chi vi è deputato istituzionalmente come le Soprintendenze”. Lo dice Gianfranco Cerasoli della Uil beni culturali, contestando la cerimonia prevista per oggi della riapertura della facciata di Santa Maria di Collemaggio.
“Non se ne può veramente più – attacca Cerasoli – Si organizzano conferenze e passerelle varie per “dopare” i cittadini aquilani e mandare, attraverso i media, messaggi al Paese per dimostrare ciò che non è vero. Ci verrà detto che grazie all’opera della Protezione civile, Bertolaso e Marchetti con lo sponsor supremo Gianni Letta stanno compiendo miracoli per il recupero del patrimonio storico artistico”.
“Non è così – prosegue – Su Collemaggio i lavori sono del ministero dei Beni culturali e sono stati seguiti direttamente dalle soprintendenze ai Beni architettonici e al Patrimonio storico artistico, attraverso i vari soprintendenti che si sono succeduti, Ruggero Pentrella, Maurizio Galletti e i vari funzionari architetti e storici dell’arte”.
Quanti ai fondi, sottolinea Cerasoli, “sono stati pari a un finanziamento di 700 mila euro della Soprintendenza Bap e una parte dopo il sima della Cassa di Risparmio per 200 mila euro. La Protezione Civile Ci ha messo 350 mila euro”.



