L’AQUILA – Sarà sostituito con materiale nuovo di zecca più di un quarto del terriccio del piazzale che si trova davanti la Basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila, risultato inquinato dagli idrocarburi penetrati nel terreno nel periodo in cui vi era installata la tendopoli sorta nell’emergenza post-terremoto.

Dalle analisi fatte dall’Agenzia regionale tutela dell’ambiente (Arta), è risultato infatti che una larga fetta del campo è stata avvelenata dagli scarichi delle cucine del campo di accoglienza, smantellato nel settembre 2009, dopo cinque mesi di attività. 

La scoperta ha causato uno stop ai lavori per la riqualificazione del manto erboso, ma il risanamento del terreno è già iniziato.

“La terra contaminata – spiega l’assessore comunale all’Ambiente Alfredo Moroni – sta andando a smaltimento in una discarica di inerti. Subito dopo verrà sostituita con terreno nuovo per poi procedere con la semina”.

L’ impasse causerà qualche ritardo sui tempi previsti nel cronoprogramma stilato tra l’associazione onlus “L’Aquila Vola” che ha “adottato” il prato e lo stesso Comune, ma “è questione di una decina di giorni – afferma Moroni – Dopo questo intoppo ora è tutto in discesa”.

“Per questa estate – annuncia l’assessore – diciamo fine giugno, il prato sarà bello e rigoglioso”. (e.m.)

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