COLLELONGO – “Escono di notte e allestiscono questa scenografia davanti alle case di povere malcapitate. Si divertono così da sempre, ma cosa ci sia di divertente nel lasciare una croce davanti a una porta lo sanno solo loro”.
È solo una delle segnalazioni arrivate in questi giorni in merito a un’antica tradizione di Collelongo, comune che conta poco più di mille abitanti in provincia dell’Aquila, legata alla festa di San Giovanni Battista.
E così, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, da un lato ragazzi del paese, come simbolo del proprio amore verso le fidanzate, vanno in cerca delle più belle rose per regalarle alle proprie innamorate, dall’altro c’è chi realizza croci di legno ricoprendole di cicuta, nota erba velenosa, riservate alle ragazze che hanno dato false speranze o che hanno rifiutato una proposta. La Cicuta viene quindi posta davanti alla casa della ragazza che ha compiuto “il gran rifiuto”.
Una tradizione antica, appunto, che pure nell’ultimo periodo ha generato non poche polemiche e qualcuno, viene riferito a questo giornale, ha segnalato anche alcuni particolari episodi ai carabinieri.
“È un’usanza che andrebbe superata – lamenta qualcuno – soprattutto in un momento storico in cui si sta portando avanti la giusta battaglia, pur tra tante difficoltà, contro la violenza di genere e dove pure registriamo casi di bullismo che, spesso, sfociano in episodi drammatici”.
Un’esagerazione per molti altri concittadini che sui social, dopo le polemiche, difendono quella considerata una tradizione innocua: “Non è il caso di far passare per delinquenti ragazzi che non fanno nulla di male”; “Bullismo? Certi termini dovrebbero essere utilizzati per le cose serie!”. E ancora: “Se anche in questi casi vediamo sessismo, violenza di genere e bullismo allora chiudiamo tutto”.
Una croce, intanto, nei giorni scorsi è stata lasciata anche davanti al portone del Comune (Foto di Gianni Ciccone).






