L’AQUILA – Levata di scudi di parte di 11 degli oltre 60 sindaci soci per la decisione del cda del Cogesa, la società consortile della gestione rifiuti nella valle Peligna, Alto Sangro e Aquilano, di stanziare ben 400mila euro per tre consulenze esterne di advisor contabile e finanziario e una per advisor legale.
Le stesse consulenze, previste nel piano aziendale e poi bloccate, dall’ex amministratore Franco Gerardini, fortemente voluto alla giuda del Cogesa a fine 2022 dal sindaco di centrosinistra di Sulmona Gianfranco Di Piero azionista più pesante, ma poi di fatto defenestrato dopo un’azione legale da parte dell’altro e folto fronte di sindaci soci, che hanno contestato con successo la legittimità della nomina. E a quel punto è tornato in carica il vecchio cda, revocato con la nomina di Gerardini, e composto da Nicola Guerra, e dai consiglieri Sandro Ciacchi e Valentina Di Benedetto.
E il cda ha proceduto al conferimento delle consulenze, che ora provoca l’ira del sindaco di Sulmona Di Piero e dei sindaci dei comuni di Pratola Peligna, Rocca Pia, Castelvecchio Subequo, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Gagliano Aterno, Opi, Cansano, Acciano. Anche perché il Cogesa è in una situazione di crisi, per i milioni di euro non riscossi dai comuni per il servizio di raccolta rifiuti. Il bilancio di previsione, non ancora approvato, il informa il quotidiano Il Germe, presenterebbe un buco di un milione e mezzo di euro.
“La perplessità riguarda sia la procedura adottata per conferire gli incarichi sia quanto attiene al corretto corso dei rapporti tra l’organo di governo della società e i soci. I Sindaci chiedono di fare massima chiarezza sull’accaduto e per questo avanzano formale richiesta di convocazione di un’assemblea dei soci, necessaria ed improcrastinabile, allo scopo di ristabilire un corretto rapporto tra i soci stessi e il cda”, si legge nella nota.
Una società, il cui capitale è proprietà dei Comuni soci, incalzano i sindaci, “non può prescindere né dall’obbligo di informare i soci né può trascurare, nei rapporti con i soci, i necessari adempimenti finalizzati alla partecipazione, condivisione, pubblicità e trasparenza degli atti. Al riguardo va ricordato che l’art. 120-bis, del D.Lgs. 12 gennaio 2019, n.14 e s.m.i., al comma 3, fa obbligo agli amministratori di informare i soci dell’avvenuta decisione di accedere ad uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza e a riferire periodicamente del suo andamento”.
Invece “dal momento del suo reinsediamento il cda del Cogesa non ha prodotto alcuna necessaria ed opportuna informativa ai soci. Va ricordato ai componenti del CdA che i Sindaci sono portatori dell’interesse pubblico, che non può essere mortificato o compresso da iniziative unilaterali degli amministratori della società. Pertanto non può essere negata ai soci una conoscenza esatta delle dinamiche societarie e delle scelte che si intendono intraprendere, permettendo agli stessi l’esercizio compiuto e consapevole del potere e dovere di controllo”.






