L’AQUILA – Solo il 10 per cento delle chiamate da codice rosso giunte al centralino del 118 della Asl n°1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila è giustificato da effettiva gravità.
Il dato è fornito da una nota della Asl che specifica che su “3.100 chiamate in partenza per codice rosso, solo 300 si sono rivelate tali. Ciò significa che il 90% delle richieste dichiarate urgenti non era giustificata da una effettiva gravità”.
Si ripropone il problema atavico dei codici non giustificati che molto spesso intasano gli ambulatori dei pronto soccorso, con inevitabili rallentamenti dei servizi spesso denunciati dagli utenti.
Intasamenti che potrebbero essere risolti potenziando gli interventi di medici di base e guardie mediche e, come sta già facendo la Asl, le strutture e gli equipaggi del 118 sparsi sul territorio.
Lo scorso anno il servizio ha attivato infatti in tutta la provincia 6 nuovi punti operativi per un totale complessivo di 18 postazioni.
La Asl traccia il bilancio degli interventi compiuti lo scorso anno su tutto il territorio provinciale: oltre a questi nuovi compiti di collegamento intraospedaliero, lo scorso anno il 118, nella sua ‘istituzionale’ attività di soccorso, ha compiuto in tutta la provincia dell’Aquila 14.500 interventi (sostanzialmente in linea col 2014), di cui 5.600 nell’area Marsica, 5.250 in quella dell’Aquila, 2.150 nella Valle Peligna e 750 nel comprensorio sangrino. Con 1316 prestazioni Avezzano si conferma la postazione con più interventi, seguita dall’Aquila (1.100), Sulmona (1.000) Pescina (820).
Al primo posto restano i traumi (3.900 interventi), seguite da malattie neurologiche e respiratorie.
Tra i dati più significativi spicca l’aumento rispetto al 2014 delle patologie psichiatriche (trattamento sanitario obbligatorio, tentativi di suicidio, depressione, ansia): 350 casi, nella quasi totalità giovani tra i 25-35 anni.
Tra le novità introdotte, anche una postazione centralizzata del 118 che con un cervellone informatico gestito da un solo operatore a controllo di tutti gli spostamenti delle ambulanze.
“Il cervellone, sfruttando incastri di tempi e necessità del momento assicura, in aggiunta agli interventi di soccorso 118, trasferimenti di sangue, materiale biologico, farmaci, organi e pazienti tra gli ospedali della Asl 1 e con quelli di dentro e fuori Regione – spiega la Asl – Un’attività intraospedaliera che, grazie a un’unica regia, permette a una sola ambulanza, in base alle favorevoli coincidenze che si creano di volta in volta, di lavorare per due. C’è un’intuizione semplice ma decisiva alla base della postazione centralizzata del 118, unica in Abruzzo, attivata oltre un anno fa all’ospedale San Salvatore di L’Aquila, con cui l’utilizzo di ambulanze e personale è stato ottimizzato al meglio”.
La postazione centralizzata, oltre a coordinare gli interventi di soccorso, in un anno ha permesso di assicurare 7.123 trasferimenti tra gli ospedali della Asl 1 in precedenza svolti in da ciascuno dei presidi ma con un impiego non armonizzato, quindi in eccesso, di mezzi e personale.
“La nuova regia unica del 118, attivata nel dicembre 2014, superata la prima fase di collaudo, ha dato risultati eccellenti”, aggiunge la Asl: una media di 600 trasferimenti mensili da ospedale a ospedale (il 60% nella sfascia mattutina), con la conseguenza di meno ambulanze in circolazione nello stesso momento, forte risparmio di carburante, minore impiego di autisti, più economie con la riduzione della reperibilità medica e, infine, vantaggi per gli stessi reparti ospedalieri.
“Il dato medio mensile dei 600 trasferimenti – dichiara Gino Bianchi, direttore del 118 – in virtù di una assoluta regolarità, favorisce una efficiente programmazione anche a lungo termine e consente di distribuire di volta in volta le risorse a disposizione, modulandole sulle effettive necessità”.



