L’AQUILA – Ancora un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata davanti alle prefetture dell’Abruzzo per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto ormai da oltre 14 anni, che regola i rapporti di lavoro di migliaia di professionisti che erogano servizi sanitari accreditati.

Delegazioni sindacali sono state ricevute dai vertici istituzionali a cui hanno rappresentato le ragioni della protesta chiedendo di “rappresentare nei luoghi a ciò deputati come in mancanza di risposte si andrà allo sciopero dell’intero comparto”.

Spiegano in una nota Cgil, Cisl e Uil: “abbiamo ribadito che non si può più procrastinare, le lavoratrici ed i lavoratori della sanità privata hanno diritto alle stesse garanzie e tutele dei colleghi della sanità pubblica, la loro dignità professionale non può essere calpestata ulteriormente .Solleciteremo nuovamente la Regione perché, a seguito di questo comportamento inqualificabile, intervenga sugli accreditamenti”.

Le iniziative di protesta si sposteranno ora nei posti di lavoro con diverse iniziative sindacali per arrivare alla indizione in tutti i posti di lavoro delle assemblee sindacali il giorno 31 agosto.  Ancor prima, è in programma una  conferenza stampa che si svolgerà il giorno 28 agosto 2020 presso la sede della CGIL a Pescara.