CIVITELLA CASANOVA – Tira una brutta aria a Civitella Casanova, borgo di montagna in provincia di Pescara.

Sabato mattina una nutrita rappresentanza della comunità si è ritrovata presso  il Municipio per manifestare al sindaco, Marco D’Andrea, “la preoccupazione e il malessere che ormai da diversi anni la popolazione vive. Il disagio nasce dalla profonda frattura tra il popolo e il parroco della Beata Vergine Maria delle Grazie, don Giuseppe Maione”.

“Già dalla scorsa estate – affermano i manifestanti in una nota – un gruppo di giovani aveva denunciato all’arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, i seri problemi che la parrocchia si trovava a vivere a causa di alcune scelte pastorali operate dal sacerdote, portando, di fatto, l’intervento diretto del presule nello scorso ottobre. Valentinetti, recandosi di persona a Civitella Casanova per ascoltare gli organi consultivi della parrocchia, ha incontrato un picchetto formato da mamme, bambini e giovani che hanno chiesto di mettere fine a questa situazione che ha provocato l’allontanamento di molti fedeli, soprattutto giovanissimi”.

“Nella medesima occasione – proseguono – i genitori dei cresimandi hanno chiesto allo stesso Valentinetti di tornare a conferire il sacramento della cresima a Civitella, considerati i sette anni di assenza di questa cerimonia dal calendario parrocchiale per volontà dello stesso parroco. Il vescovo, esaudendo la richiesta, è tornato in veste ufficiale il 15 dicembre conferendo la confermazione ad alcuni ragazzi. L’occasione, però, è stata causa di ulteriore raffreddamento tra i fedeli e il parroco, il quale, nello stesso periodo, ha sciolto definitivamente anche la Schola Cantorum”.

Secondo gli ‘arrabbiati’, che accusano il parroco anche di essersi ‘arroccato’, praticamente evitando dialogo e partecipazione ai parrocchiani, “la polemica è tornata ad infiammarsi con l’approssimarsi delle festività in onore della Madonna delle Grazie, considerata dal parroco Patrona del paese. La popolazione venera sì la Madonna, ma attribuisce da sempre il titolo di patrono a san Benedetto Abate”.

Per questo la delegazione dei cittadini, “dopo aver ampiamente esposto al sindaco e all’amministrazione comunale queste vicende, ha chiesto il diretto interessamento del primo cittadino al fine di risolvere e trovare una soluzione a questo vero e proprio disagio sociale che, insieme ai numerosi problemi legati anche al sisma, sta di fatto uccidendo questo paese”.