L’AQUILA – “La Manovra, definita ‘Salva Italia’, è assolutamente una misura non equa, perché introduce nuove tasse e incrementa il taglio alla spesa pubblica, senza un impegno verso le politiche della crescita”.
Lo dichiara Maurizio Spina, segretario generale della Cisl Abruzzo. “Mentre i lavoratori, pensionati e famiglie sono chiamati a nuovi sacrifici – prosegue il sindacalista – la maggioranza dei Comuni abruzzesi non ha aderito al piano di lotta all’evasione. L’evasione fiscale è uno dei principali problemi del Paese e dell’Abruzzo sia per l’impatto sui fondamentali macro economici, sia per l’equità sociale. Un primo contrasto avviene attraverso la definizione della soglia di tracciabilità, che in quest’ultima manovra è stato ridotta a mille euro”.
“Questo limite – sostiene Spina – deve arrivare a 500 euro per avere un contrasto più forte. Un contributo fondamentale alla lotta all’evasione fiscale e catastale può e deve arrivare anche dai Comuni, che hanno un’ampia capacità di controllo sociale e disponibilità di fonti informative per effettuare gli accertamenti. Le norme introdotte in quest’ultimo anno incentivano i Comuni in questa direzione”.
Per il segretario della Cisl “sono strumenti importanti per il recupero di risorse economiche in vista dei tagli al sociale, poiché il ricavato della lotta all’evasione andrà a totale beneficio dei Comuni che collaboreranno, ma nonostante tutti questi vantaggi ci sono forti difficoltà di adesione ai protocolli di intesa tra amministrazioni locali, enti pubblici e amministrazioni statali”.
“Segnaliamo – prosegue – che a oggi in Abruzzo hanno aderito solo 69 comuni su 305”.
L’Abruzzo esprime forti preoccupazioni che solo il 23 per cento dei Comuni abruzzesi abbiano deciso di collaborare alla lotta all’evasione, anche perché questa battaglia, “oltre a essere una opportunità economica, è un impegno di giustizia sociale verso tutti quei cittadini, lavoratori e pensionati, che fanno fino in fondo il proprio dovere”.
“La Cisl Abruzzo – conclude il segretario – è impegnata su tutti i territori a un confronto con quei Comuni restii all’adesione al Patto anti-evasione, perché non sono comprensibili i ritardi nella sottoscrizione in vista della predisposizione dei bilanci locali che devono assolutamente evitare tagli al sociale”.





