AVEZZANO – Cinque marsicani, tra professionisti e imprenditori, sono coinvolti nella maxi operazione contro la presunta frode fiscale e il riciclaggio scoperta dalla Guardia di finanza di Terni che vede nel registro degli indagati 42 persone fisiche e 39 società. Lo riporta il Centro.

Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e alle indebite compensazioni, dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti al riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento cautelare patrimoniale ha colpito complessi aziendali, beni e disponibilità finanziarie degli indagati. Sequestri beni per un totale di 12 milioni e 552.360,53 euro. Tra gli indagati in Abruzzo figurano anche una donna di Corropoli 51 anni, e il marito. Una perquisizione anche a Silvi Marina nel teramano. L’indagine, secondo quanto riporta il quotidiano, è partita da un controllo fiscale di una società di consulenza tributaria e fiscale con sede a Roma ma operante nel Ternano, che svolgeva la funzione di “garante” nell’istituto dell’accollo tributario con il ruolo di intermediario tra il soggetto accollante ed il soggetto accollato.

Il presunto meccanismo fraudolento ricostruito veniva attuato mediante la creazione di diverse società intestate a soggetti nullatenenti al solo fine di generare ed esporre in dichiarazione un ingente credito d’imposta. Il sodalizio si avvaleva di alcuni professionisti compiacenti che attestavano falsamente la genuinità delle dichiarazioni fiscali. Successivamente il credito Iva veniva ceduto mediante la stipula di contratti d’accollo tributario tra le società accollanti (società cartiera titolare del credito) e le accollate (società titolari del debito tributario) e una società garante.