L’AQUILA – “Consentire l’accesso per la cattura delle mandrie di cinghiali nelle aree di riserva quantomeno regionali ed aprire un confronto serio e costruttivo perché ciò avvenga anche in quelle di natura nazionale; aprire un tavolo istituzionale con i prefetti delle quattro province abruzzesi e pianificare azioni di abbattimento selettivo e di controllo anche su semplici richieste ed ordinanze del sindaci”.
Lo ha chiesto il Copagri nell’incontro del 4 agosto scorso con l’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe.
L’organizzazione guidata da Camillo D’Amico ha oggi inviato una missiva al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per chiedere “d’intraprendere un iniziativa corale ed unitaria con i prefetti affinché si diano avvio solerte ed immediato ad azioni unitarie sull’intera regione Abruzzo tese a ridurre la nocività e pericolosità di quest’ungulato la cui presenza genera continua allerta tra la pubblica opinione”.
“Chiaramente il tutto dovrà avvenire in assoluto raccordo con gli Atc che restano, al momento, dei validi presupposti con cui avere una stretta e fattiva collaborazione nei cui riguardi, quando si palesano chiari atteggiamenti strumentalmente ostativi, la Regione Abruzzo dovrebbe esercitare il diritto sostitutivo con commissariamenti straordinari ad acta”.
“Speriamo avere una risposta chiara, esauriente ed immediata – conclude Copagri – prima che parta la stagione venatoria del 2017 dove, per abbattimenti naturali, il numero dei cinghiali scende notevolmente”.





