l’AQUILA- Sinistra Italiana L’Aquila aderisce alla mobilitazione convocata dalle Associazioni animaliste il prossimo 19 aprile all’Aquila, presso la Fontana Luminosa, dalle ore 17, “a seguito delle evidenti atrocità e irregolarità emerse circa la gestione di un allevamento nella frazione aquilana di Roio, segnalate dai volontari delle Associazioni stesse”.

“Purtroppo, ciò che è affiorato”, si legge in una nota, “potrebbe essere solo la punta di un iceberg fatto di gestione approssimativa, quando non del tutto irresponsabile e criminale, di alcuni allevamenti presenti sul nostro territorio. Infatti, i controlli che gli organi preposti dovrebbero effettuare non appaiono assolutamente adeguati, con visite che pare vengano effettuate solo su alcuni animali, senza coprire tutti gli operatori in attività, o valutando solo alcuni aspetti durante i controlli, con importanti ripercussioni negative sulle condizioni degli animali coinvolti. Riteniamo doveroso evidenziare che la sanità animale e il benessere degli animali sono interconnessi: una migliore sanità animale favorisce un maggior benessere degli animali, e viceversa. Peraltro, come le pandemie degli ultimi due decenni dovrebbero averci insegnato, garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate negli allevamenti è fondamentale per evitare il propagarsi di patogeni tra gli animali, e dagli animali agli esseri umani”.

“Per gli animali d’affezione promuoviamo il cosiddetto “possesso responsabile”, incentivando la sterilizzazione e contrastando i fenomeni di abbandono e randagismo. Chiediamo inoltre la riduzione dell’aliquota IVA su cibo per animali e prestazioni veterinarie, oggi soggetti a tassazione ordinaria come quella sui beni di lusso, nonché controlli più capillari per accertare che la vendita di animali, sia online che durante eventi quali le fiere ovine, sia effettuata in ottemperanza a tutte le normative di settore e garantendo la tutela del benessere degli animali in tutte le fasi”.

“Proponiamo, sia per gli animali d’affezione che per quelli allevati,  un aumento delle pene per maltrattamenti o incuria, e l’istituzione di un numero unico d’intervento e di un Garante nazionale per i diritti degli animali che sistematizzi le diverse competenze ora sparse fra Ministeri e Dipartimenti. Per i selvatici, chiediamo l’abolizione della caccia, che non può essere considerata uno sport e provoca peraltro centinaia di incidenti all’anno con infortuni gravi, quando non mortali, alle persone. Chiediamo inoltre l’aumento delle sanzioni per il bracconaggio, controlli serrati sull’importazione e detenzione di animali esotici per garantire il rispetto della normativa CITES, il divieto di importare trofei di caccia, e il sostegno alle imprese di abbigliamento per la riconversione delle produzioni animali”.