L’AQUILA – “Non farò ricorso al giudice del lavoro contro l’Azienda sanitaria come avevo intenzione di fare”.
Un rasserenato Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila ma anche dirigente della Asl, annuncia così ad AbruzzoWeb gli esiti del colloquio chiarificatore che ha avuto oggi con il manager Giancarlo Silveri.
Un faccia a faccia reso indispensabile dopo l’insurrezione di Cialente per l’ordine di servizio da parte della direttrice del suo dipartimento di Medicina Legale, Patrizia Maciovecchio, che gli ha vietato di lavorare di sabato pomeriggio e nei festivi.
Un diktat che ha provocato una lettera molto forte del primo cittadino che ha denunciato “metodi mafiosi” per farlo andare via dalla Asl, e ha ricordato di poter “lavorare pressoché solo dalle 19 alle 22 e il sabato intero, per recuperare i giorni nei quali sono fuori per incarichi istituzionali”.
“Questo ordine di servizio è stato dettato con la precisa volontà di pormi nella condizione di dover scegliere tra il mio lavoro alla Asl e il mio ruolo di sindaco”, ha scritto. Di qui l’incontro con Silveri.
“Lui cade dalle nuvole e non se lo spiega – afferma Cialente – Abbiamo visto insieme che non ho mai fatto un orario anomalo, notturni o festivi che facessero scattare un aumento di stipendio e io sono il primo non volerlo fare”.
“Silveri c’è rimasto male, adesso vuole capire perché mi sia arrivata quella comunicazione. Oltretutto vuole che continui al lavorare al risk management, un settore nel quale ho fatto molto negli ultimi cinque mesi”, conclude. Alberto Orsini



