L’AQUILA – “Non sono solo arrabbiato, sono incazzatissimo. Sono 9 giorni che il governo non mi fa sapere come si sostituirà Aielli, addirittura mi si propongono nomi di consulenti nominati da Aielli stesso, su sua scelta, a suon di decine di migliaia di Euro. Privati professionisti, con studi anche fuori città. Ho già detto che piuttosto mi taglio la mano con la quale dovrei firmare”.
Così in un lungo sfogo su Facebook il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, svela gli ultimi sviluppi della partita per la successione alla guida dell’ufficio per la ricostruzione del capoluogo (Usra) al posto di Paolo Aielli, nominato a capo dell’Istituto poligrafico Zecca dello Stato.
L’ennesima puntata di una guerra tra Comune e struttura di appoggio che sembrava chiudersi con il trasferimento di Aielli e le ultime bordate contro di lui dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, desideroso di imporre come nuovo capo Usra il dirigente di fiducia Vittorio Fabrizi, già “messo a disposizione”, leggi lanciato in pole position, nei giorni scorsi.
Ma è una polemica anche contro il governo di Matteo Renzi, e tutto questo a soli 6 giorni dalla prima visita nel “cratere” del terremoto per il presidente del Consiglio.
Il primo cittadino racconta che tra le ipotesi giunte da Roma ci sono tecnici ingaggiati nel “nominificio” di Aielli più volte passato al setaccio da questo giornale, che ha contato oltre 100 contratti di consulenza passati o in corso nell’arco di 2 anni.
Ma Cialente fornisce anche altre notizie fresche sulla ricostruzione aquilana. “Non ho certezza degli emendamenti da presentare al decreto ‘SalvaItalia’ – elenca – È scoppiata la vergognosa tragedia dei problemi strutturali impensabili del progetto C.a.s.e., che si aggiungono alla vergogna del 10% dei Map sequestrati da due anni”.
E ancora, “non abbiamo soldi e risorse umane neanche per accertare la sicurezza degli edifici, alla luce del fatto che la Protezione civile ci ha consegnato case fatte con saliva (non dico sputo per carità di patria)”.
“Sono arrabbiato perché , mentre la Banca d’Italia mi dice che la situazione economica aquilana è disperante, ancora non so come affronteremo e con quali fondi la ricostruzione. Cosa raccontiamo agli aquilani? Quali speranze o certezze possiamo dare?”, conclude. (alb.or.)



