L’AQUILA – Non sono state ancora formalizzate le dimissioni che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha preannunciato oggi in Consiglio comunale, dopo l’ennesima seduta a vuoto per mancanza del numero legale.
Qualora dovesse depositarle per iscritto al Consiglio comunale, Cialente avrebbe 20 giorni di tempo per ritirarle, come previsto dall’articolo 53, comma 3, del testo unico di legge sugli enti locali, il decreto legislativo 267 del 2000.
In caso diventasse concreta questa ipotesi, e nel caso in cui entro la giornata il primo cittadino del capoluogo abruzzese dovesse depositare la sua rinuncia al mandato, le dimissioni diventerebbero efficaci il 28 marzo.
Pertanto, l’eventualità, emersa a margine del Consiglio, che si possa unire L’Aquila all’elenco delle amministrazioni che andranno al voto il 15 maggio non sarebbe praticabile, visto che non ci sarebbero i tempi di legge per la campagna elettorale.
A meno di improbabili provvedimenti ad hoc, che dovrebbero comunque derogare a una legge dello Stato.
Se Cialente dovesse mantenere il proposito di dimettersi e non dovesse ritirare le dimissioni entro 20 giorni, verrebbe sciolto il Consiglio comunale, decadrebbe la Giunta e il prefetto nominerebbe un commissario fino alle prossime elezioni.






