Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha pubblicato sulla sua bacheca Facebook un intervento sulle fasi del ‘salvataggio’ della Perdonanza e della Porta Santa della Basilica di Collemaggio. Lo pubblichiamo integralmente come testimonianza ‘dietro le quinte’ del rischio che si è corso di non celebrare il giubileo aquilano e delle contromisure che hanno scongiurato il pericolo.

L’AQUILA – Questa mattina, alle 9, sotto un acquazzone torrenziale, ho effettuato il sopralluogo sulla struttura temporanea di sicurezza realizzata presso l’ingresso della Porta Santa, resasi necessaria per poter permettere ai fedeli di accedere, anche se solo per un brevissimo percorso, all’interno della Basilica di Collemaggio, al fine di poter lucrare l’indulgenza.

Struttura perfetta e sicura, realizzata a tempo di record. Certo, è una soluzione tampone, che sicuramente dovremo utilizzare anche nei prossimi anni (almeno due), durante i quali la Basilica vedrà lo svolgersi dei lavori di recupero, ma l’importante è celebrare la Perdonanza. Sono andato anche per ringraziare chi ha progettato ed eseguito l’opera in pochi giorni, direi ore.

In effetti nei giorni immediatamente successivi all’ordinanza di chiusura di Collemaggio per motivi di sicurezza, il rischio di non poter celebrare l’indulgenza, interrompendo una tradizione ininterrotta di 718 anni, si era palesato.

Tra l’altro, dopo una riunione con la Curia, si era dovuto prendere atto che per la Chiesa indulgenza è passare per la Porta Santa, simbolo di ingresso nel cuore di Cristo, sebbene la stessa sia stata realizzata successivamente alle prime celebrazioni della Perdonanza.

Sono state ore molto difficili. Stabilito che i fedeli dovessero assolutamente entrare attraverso la Porta, vi era il problema di realizzare immediatamente la struttura perché ciò avvenisse in assoluta sicurezza. Avevamo anzitutto un problema di risorse, poiché il costo dell’intervento è di alcune decine di migliaia di euro, ma soprattutto si doveva stendere immediatamente un progetto strutturalmente valido.

Credo che il fatto di aver notato che Alfredo Moroni abbia negli ultimi giorni un po’ più di capelli bianchi sia anche per l’affanno che abbiamo vissuto in quelle ore, con gli amici, insostituibili, del Comitato Perdonanza di fatto in seduta permanente. I soldi… I soldi. Idea.

Cerchiamo un imprenditore disponibile, ma soprattutto raggiungibile alla vigilia di Ferragosto. Primo nome che esce dal tavolo,  “proviamo con Gabriele Gravina?”. Immediata telefonata a Gravina. Spieghiamo la situazione. Immediata, generosa risposta: “Se il problema per svolgere la Perdonanza è così grave, contate su di me. Ma ho tutti i tecnici in ferie, fuori sede. Mi dovete mandare il progetto entro stasera, massimo domani mattina”.

A questo punto, siamo intorno alle ore 13, chiamiamo i nostri tecnici del Comune, gli ingegneri strutturisti che abbiamo. Ma poiché sono impegnatissimi per la ricostruzione pubblica, in quella settimana li abbiamo messi pressoché tutti in ferie, solo per sette giorni, sapendo che dal lunedì dopo ferragosto il lavoro di stesura di progetti e pubblicazione dei bandi di gara deve ripartire. Vi è un preciso scadenziario da rispettare.

Chiamo i miei ingegneri al telefono. Una la raggiungo mentre sta per imbarcarsi sull’aereo a Fiumicino. Sta partendo per un brevissimo viaggio con degli amici, il primo dopo tre anni di ininterrotto lavoro. Con voce un pochino tremolante mi dice “Sindaco, se vuoi rientro subito”. Non me la sento, non sarebbe giusto, direi sarebbe disumano. So quello che ha fatto in questi anni e ciò che l’aspetta al ritorno. Le dico di non preoccuparsi.

Concitate telefonate con Alfredo e poi l’idea: troviamo un ingegnere che ce lo faccia subito, come vero favore. Sì ma chi in questi giorni. “Aspetta, ieri ho incontrato Giacomino Di Marco, è all’Aquila”. Immediata telefonata… Trenta secondi e Giacomino si mette al lavoro, gratuitamente, tutta la notte.

Il giorno dopo Gravina esamina il progetto, si reperisce il materiale e arriva un suo tecnico, il Sig. Gaetano con una squadra di operai che, insieme ai nostri del Comune, lavorando ininterrottamente notte e giorno realizzano la struttura. Struttura solida, sicura, che ci permetterà di celebrare anche quest’anno il rito dell’indulgenza.

Racconto questo sia per far capire quanta fatica e stress vi è dietro il lavoro che si compie in una città sospesa e piena di problemi come la nostra, problemi che sono peculiari, senza precedenti, e che spesso spuntano come lumache dopo un temporale.

Ma la racconto soprattutto per dire che vi sono tante persone per bene, generose, disinteressate, che sono pronte a farsi in quattro per risolvere i problemi della città, per farle vivere, nonostante tutto, una quotidianità, una normalità.

Grazie a Gabriele Gravina, grazie a Giacomino Di Marco, grazie al Sig. Gaetano, grazie agli operai del Comune. È lo stesso atteggiamento di solidarietà e generosità che un gruppo di intellettuali italiani ha avuto per sostenerci al fine di ottenere il riconoscimento della Perdonanza come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco.

Abbiamo tante persone generose, tanti amici. Ma l’Italia è piena di gente per bene, che si spende per un fine nobile o per un’idea.

Questo mi consola, mi far star bene. E mi permette anche di non dare troppa importanza a quelli che ieri definivo i bagnini guasconi, ma che in effetti sono i portatori di una livida ostilità, frutto forse di frustrazione o semplicemente divorati da un pesante (per loro) rancore esistenziale, che traducono in un cupio dissolvi non verso se stessi, ma verso la collettività.

Non per farvi venire il sangue amaro, ma vi voglio informare che questa mattina, nel corso del sopralluogo, ho appreso che qualcuno aveva immediatamente presentato un esposto presso la Sopraintendenza contro la realizzazione della struttura. Un esposto in cui si diceva che si stavano bucando le mura, alterando le colonne interne ecc. ecc. Giustamente la Soprintendenza è venuta con due architetti, ha verificato, fotografato ed è tutto ok.

Io non contesto che un cittadino o una associazione culturale (?), ambientalista (?), si ponga il problema di esser certa che un qualsiasi intervento sia eseguito al meglio. Ma chiaramente, soprattutto considerando l’assoluta necessità della realizzazione dell’opera, si reca al comune, chiede di incontrare il progettista, il Sig. Gaetano, segue i lavori , contribuendo così a realizzare al meglio l’intervento emergenziale. Invece no. Cerca di bloccarlo.

Avete capito bene. Hanno chiesto di bloccare l’intervento, per bloccare la Perdonanza. A che fine? Fare un dispetto all’Amministrazione? Ma non è un atto contro la Comunità intera? Cercherò di conoscere il nome di chi ha presentato l’esposto. Ve lo comunicherò. Così l’autore ci potrà spiegare.

Resta una grande amarezza. Sapere che mentre noi remiamo, tutti insieme, per trascinare al sicuro questa nostra povera barca così distrutta dalla tempesta che ci si è abbattuta sopra, vi sono delle persone che remano contro e fanno buchi nella stiva.

*sindaco dell’Aquila