L’AQUILA – “Il Partito Democratico dell’Aquila chiede al Sindaco, Massimo Cialente, di ritirare le dimissioni. Chi ha il compito di amministrare la città porta sulle proprie spalle un fardello gravosissimo”. È quanto si legge nel documento ufficiale che il partito ha emesso a seguito dell’assemblea di ieri.
“L’impegno del Sindaco, degli Assessori, di tutti gli amministratori, è stato finora estremamente generoso. Tantissimo il lavoro fatto, ma ancora tantissimo il lavoro da fare”.
“In particolare, negli ultimi mesi le difficoltà si sono acuite per il mancato trasferimento di fondi al Comune da parte del Governo: trenta milioni di euro di risorse promesse ma non trasferite sono una somma troppo ingente per proseguire l’attività amministrativa nel Comune dell’Aquila”.
“Sono a rischio anche servizi essenziali che un Comune dovrebbe garantire.Con le sue dimissioni Cialente ha posto il serissimo problema della governance della Ricostruzione: il modello commissariale attuato attraverso il sistema delle ordinanze non funziona. Noi sosteniamo che il processo debba essere gestito dagli enti locali (in primo luogo i Comuni) all’interno di un quadro normativo definito da una legge nazionale.
Per poter amministrare è importante che ciascuno di noi si assuma il proprio pezzo di responsabilità”.
“Rivolgiamo un appello a tutti i consiglieri comunali in primo luogo ai firmatari il documento a sostegno del Sindaco a garantire un impegno assiduo e costante a sostegno dell’azione degli amministratori”.
“Quel documento è stato firmato da 21 consiglieri che con l’ aggiunta del Sindaco e di altri possibili adesioni da raccogliere in questi giorni rappresentano una base solida per continuare a governare. In primo luogo però vogliamo ribadire il sostegno del Partito Democratico all’amministrazione”.
“In questi giorni è apparsa sulla stampa l’immagine di un partito lacerato, diviso, senza barra. Non è così: tutti e 7 i nostri consiglieri comunali hanno sottoscritto il documento a sostegno di Cialente. E’ un segnale importante di rigore e unità. Noi vogliamo che questa esperienza di governo prosegua”.
L’ipotesi alternativa che seguirebbe alle dimissioni di Cialente sarebbero 13 mesi di commissariamento. E’ una soluzione inaccettabile: un Commissario verrebbe qui a garantire l’ordinaria amministrazione. Questa città non ha bisogno dell’ordinaria amministrazione”.
“Per questo proponiamo a tutti i consiglieri comunali che hanno sottoscritto il documento a sostegno di Cialente, ma anche ad altri consiglieri di minoranza che sentono la responsabilità di non lasciare la città nelle mani di un commissario, un patto di fine consiliatura per ridefinire obiettivi e ruoli dell’amministrazione”.
“I prossimi mesi saranno decisivi per affrontare le sfide strategiche della Ricostruzione: a partire dall’avvio della ricostruzione del centro storico della città ma anche delle frazioni, alla necessità di sostenere con impegno lo sviluppo economico e produttivo della città promuovendo la questione del rinvio della restituzione delle tasse e della zona franca, fino a sostenere l’implementazione del piano sociale che possa ridare alla città una dimensione coesa e partecipata alla dimensione civica della convivenza”.
“Attorno a questi temi occorre individuare la più amplia alleanza possibile di forze politiche ma anche di movimenti cittadini, associazioni, singole adesioni per presentarci con un assetto competitivo e vincente alla sfida delle elezioni amministrative della primavera del 2012”.





