L’AQUILA – “Siamo di fronte all’ennesimo massacro ai danni delle popolazioni. Il tentativo del Governo di voler risparmiare tagliando in maniera indiscriminata i presidi giudiziari, tra i quali quelli del Centro-Abruzzo, è la dimostrazione che si sta operando con una totale non curanza degli effetti di tali operazioni. Siamo consapevoli della necessità di ottimizzare le risorse, ma non possiamo in alcun modo farlo su strutture fondamentali come quelle dei tribunali e su temi delicati e fondanti della qualità della vita delle popolazioni come la giustizia”.

È quanto ha detto consigliere regionale del Pd Giuseppe Di Pangrazio in una lunga nota riguardante l’intento del Governo di chiudere i Tribunali dei minori.
 
“I tribunali, soprattutto nei nostri territori montani – ha dichiarato Di Pangrazio – rappresentano un punto di riferimento, un momento di congiunzione tra società civile e istituzioni. Ma soprattutto rappresentano un filtro importante per la sicurezza dei cittadini nei confronti di possibili infiltrazioni della malavita organizzata”.  
 
“La Marsica e la Valle Peligna – ha continuato il consigliere del Pd – sotto questo punto di vista possono essere considerata isole felici, se paragonate ad altre regioni vicine dove molto spesso le organizzazioni criminali hanno preso il posto delle istituzioni e dello Stato. L’abolizione di questi ultimi presidi rappresenterebbe una profonda incrinatura del diritto alla giustizia per queste popolazioni”.
 
“Stiamo parlando – ha specificato Di Pangrazio – di territori molto vasti, zone montane spesso molto distanti tra di loro e di difficile raggiungimento per chi non ha facilità di spostamento, territori che convogliano un grande numero di persone”. 
 
“Pensiamo ad Avezzano (L’Aquila) – ha chiarito Di Pangrazio – il cui bacino di utenza è tra i più ampi dell’Abruzzo, oppure al presidio di Sulmona (L’Aquila), centro di fondamentale importanza, anche in virtù della presenza di un carcere di massima sicurezza”. 
 
“Con la loro soppressione – ha proseguito il consigliere del Pd – si correrebbe il rischio di staccare la spina a dei territori che, nel giro di qualche anno, si sono ritrovati privi di ogni forma di servizio e di tutela”.
   
“La giustizia e la libertà tanto paventata dai protagonisti di questa pessima pagina politica non si possono raggiungere sopprimendo i luoghi in cui tali principi fondamentali vengono esercitati. La direzione mi sembra invece contraria”, ha continuato di Pangrazio.
 
Il consigliere del Pd ha precisato che “si è guardato, in maniera sempre più frequente negli ultimi anni, alla giustizia come peso per i conti pubblici, macchina lenta e inefficiente. Il tema della sicurezza, grazie soprattutto alla propaganda leghista e ai problemi del nostro primo ministro, è stato ridotto ai domini dell’emigrazione e della privacy, senza tuttavia guardare ai bisogni quotidiani dei cittadini e alle necessità delle strutture giudiziarie”.
  
“L’inefficienza della macchina della giustizia – ha affermato Di Pangrazio- in questo modo non verrà di certo risolta. Al contrario tale situazione sarà fertile per chi invece dall’assenza di giustizia può creare profitto”.
 
“Il territorio sottoutilizzato della Valle Peligna non può diventare, in assenza di presidi di legalità quali il tribunale, obiettivo o terreno appetibile di chi non è abituato a rispettare legalità e libertà altrui. Allo stesso modo la Marsica, ancora libera da influenze di tipo malavitoso, non può essere sguarnita di una struttura giudiziaria”, ha spiegato Di Pangrazio.
 
“Questi territori – ha concluso il consigliere del Pd – devono essere quindi aiutati a mantenere un alto livello di guardia. Solo salvaguardando i rispettivi tribunali ai territori, con relativo personale, giudici, magistrati, personale inquirente, forze di polizia etc. si potrà continuare a sottrarre queste aree dall’Abruzzo interno a sistemi organizzati che agiscono fuori da ogni forma di legalità”.