LANCIANO – La chiusura del ponte sul Sangro continua a causare disagi ai lavoratori pendolari che, da agosto, sono costretti a percorrere strade alternative per raggiungere il polo produttivo di Atessa.

Per la rampa d’accesso principale alla Val di Sangro, che collega appunto Lanciano ad Atessa, era stata disposta la chiusura lo scorso 16 agosto, per decisione della Prefettura e della Provincia di Chieti, a seguito delle scosse di terremoto che si sono verificate in Molise e che, a pochi giorni dalla tragedia del ponte Morandi a Genova, avevano accelerato le operazioni di controllo e messa in sicurezza.

A sollecitare ulteriori controlli erano stati gli stessi cittadini allarmati dalle segnalazioni circa le condizioni del ponte. Ma oggi, a più di un mese di distanza, le conseguenze della chiusura del ponte cominciano a farsi sentire.

L’alternativa più veloce per raggiungere la Val di Sangro è quella di passare per contrada Serre. “Una deviazione che comporta una perdita di tempo tutto sommato accettabile, quando non è particolarmente trafficata – racconta ad AbruzzoWeb uno dei tanti lavoratori che quel tratto lo percorrono ogni giorno -. Il grosso del problema è la totale assenza di sicurezza e l’inadeguatezza della strada a sopportare una mole di traffico come quello della Val di Sangro”.

“Strade strette, specie in piena curva – spiega -. E molto spesso, proprio per evitare le numerose buche presenti lungo tutto il tragitto, gli automobilisti invadono l’altra corsia e gli incidenti vengono sfiorati quotidianamente”.

La strada, nel tempo, è diventata teatro di numerose tragedie a seguito di gravi incidenti. Per l’ultimo, in cui ha perso la vita una donna di 50 anni di Lanciano, si è ipotizzato un malore, ma in diversi casi le condizioni sfavorevoli della strada e l’alta velocità, hanno giocato un ruolo fondamentale. Come nel caso dei due operai della Sevel che si erano scontrati in un frontale all’altezza di un curvone, a luglio. Per uno di loro, un 37enne di Villa Andreoli, non c’è stato niente da fare, mentre l’altro, un 46enne di Lanciano, si era miracolosamente salvato.

Intanto proseguono i controlli al ponte sul Sangro. “Ci vorranno almeno due mesi”, aveva annunciato il presidente della Provincia e sindaco di Lanciano Mario Pupillo, che aveva precisato come “i controlli sono stati sollecitati dagli stessi cittadini”.

Ma sulla sicurezza della struttura, da parte della Provincia, non c’erano dubbi. “Il disallineamento dei manicotti non ha nessuna connessione con la stabilità della struttura, ma abbiamo avviato in anticipo  una valutazione tecnica per verificare, ancora una volta, lo stato del ponte”.

In molti, infatti, continuano ad interrogarsi sulla stabilità e lo stato dei viadotti della regione, tra cui appunto il Ponte numero 111 sulla Strada provinciale che collega Lanciano e Atessa.

“Il ponte è oggetto di monitoraggi continui – ha ribadito Pupillo -. Controlli che già nel 2014 avevano confermato la stabilità della struttura. Al ponte, costruito negli anni ’60, erano stati aggiunti i manicotti ad ulteriore sostegno dei pilastri, solo successivamente, negli anni ’80. Questi, non hanno mai aderito perfettamente ai piloni ma sono sempre stati disallineati a seguito della iniziale colata di cemento. Si tratta di disallineamenti ininfluenti sulla staticità del ponte costruito con la tecnica ‘palo-pila’ dal Consorzio di Bonifica con fondi della Cassa del Mezzogiorno”.

Inoltre, da Pupillo, l’annuncio che per l’anno prossimo è previsto lo stanziamento di fondi per lo stesso ponte, che beneficerà di uteriori interventi per circa 300 mila euro. (azz.cal.)