L’AQUILA – Non esclude scosse “anche di magnitudo superiore” alle attuali, Gianni Chiodi (nella foto), e ricorda che “alcune aree” dell’Abruzzo “sono tra quelle a maggior rischio sismico in Italia”.

Dopo i vertici di ieri e le tensostrutture ordinate oggi, il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione mette tutti in allerta, non solo i cittadini di Montereale. E si rivolge ai sindaci, invitandoli a tenere d’occhio gli edifici più potenzialmente pericolosi.

La situazione sembra diametralmente opposta al pre-6 aprile 2009, in cui tutte le istituzioni mandavano messaggi di non allarme o anche rassicuranti. L’esperienza ha forse insegnato qualcosa, ma il meccanismo della prevenzione sembra farraginoso, con cittadini messi in allarme da sindaci, commissari, presidenti e dai tecnici, e al tempo stesso incerti sul da farsi.

“La situazione – ha aggiunto Chiodi – viene monitorata costantemente. Al momento c’è grande attenzione e l’Istituto di geofisica e vulcanologia non esclude il ripetersi di altri eventi sismici anche di magnitudo superiore”.

“Del resto – sottolinea Chiodi – non dimentichiamo che alcune aree della nostra regione sono tra quelle a maggior rischio sismico in Italia. Si raccomanda ai sindaci dei Comuni più esposti di valutare con attenzione quegli edifici che potrebbero rappresentare situazione di alto rischio”.

Quanto alle tensostrutture, il commissario spiega che “si tratta di centri di accoglienza. Vogliamo essere vicini alla gente nelle zone dell’epicentro – rassicura – proprio per dare un supporto logistico in un momento di comprensibile disagio, visto il perdurare delle scosse sismiche, che stanno generando comprensibile paura e preoccupazione tra gli abitanti. In questo modo si sentiranno più protetti e al sicuro”.

LA PROTEZIONE CIVILE LANCIA CONTROLLI SU EDIFICI SENSIBILI

L’AQUILA – La Protezione civile regionale comincerà oggi una verifica sugli edifici pubblici e sugli spazi sensibili, per controllare la situazione alla luce dello sciame sismico che sta interessando l’alta Valle dell’Aterno, ma che sta tenendo con il fiato sospeso anche il territorio del Comune dell’Aquila.

L’iniziativa sarà adottata di accordo con i Comuni. Intanto, il vice capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ex prefetto dell’Aquila, in prima linea per 13 mesi nella gestione dell’emergenza terremoto, ha inviato una lettera alla Protezione civile abruzzese, nella quale vengono ricordate le competenze di quest’ultima in materia di verifiche e controlli preventivi.

In sostanza, come hanno sottolineato fonti regionali, si invita a mettere in moto la macchina della prevenzione, ma senza che la Protezione civile nazionale si assuma direttamente alcuna responsabilità, che invece sta interamente sulle spalle di istituzioni e amministratori locali.