L’AQUILA – Sbloccare i fondi iscritti sulla contabilità speciale del commissario e variare l’ultima delibera Cipe sulla ricostruzione dell’Aquila e del “cratere” per consentire l’avvio del terzo piano di messa in sicurezza delle scuole abruzzesi, individuando gli uffici delegati ad approvare le singole spese.
È quanto chiede il presidente della Regione ed ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, incaricato dal governo di seguire il post-terremoto dopo la chiusura dell’emergenza, avvenuta il 31 agosto dell’anno scorso, e al suo braccio destro, il direttore del Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali (Diset), Aldo Mancurti, che si occupa della fase di transizione.
Il rischio è che si fermi la parte più delicata della riparazione delle scuole: quella relativa agli edifici localizzati nelle zone più colpite dal sisma, temporaneamente sostituiti con i moduli a uso scolastico provvisorio (Musp).
In una lettera, Chiodi ripercorre le tappe che hanno “consentito a tutti gli studenti che frequentavano gli istituti scolastici nel cratere di tornare alle loro attività didattiche tra il mese di settembre e ottobre del 2009 e ha avviato un imponente programma di modernizzazione e messa in sicurezza del patrimonio scolastico abruzzese che tecnici e studiosi internazionali hanno definito tra i più importanti mai realizzati al mondo”.
Un percorso iniziato con la riparazione delle scuole “prontamente recuperabili e la temporanea sostituzione di quelli gravemente danneggiati con moduli provvisori (Musp)”, per conseguire questo obiettivo sono stati spesi circa 30 milioni di euro a valere sui 226 complessivi deliberati nel 2009 dal Cipe, mettendo in sicurezza edifici del “cratere” sismico, e oltre 100 per i Musp.
Quindi la messa in sicurezza degli “edifici a più alta frequentazione scolastica della provincia dell’Aquila e a maggiore rischio sismico, aventi quasi esclusivamente sede nei comuni di Avezzano e Sulmona: la dotazione finanziaria è stata di circa 30 milioni di euro”, ricorda Chiodi.
Su questa tranche di finanziamento, in particolare, si è concentrata l’attenzione della procura dell’Aquila. All’ex direttore della Provincia dell’Aquila Valter Specchio, sono state contestate presunte irregolarità nell’assegnazione dei lavori, e per lui si sono spalancate le porte del carcere, da cui è uscito solo alcuni giorni fa per scontare la detenzione cautelare ai domiciliari.
Adesso l’obiettivo, spiega Chiodi, è “riparare e mettere in sicurezza gli edifici restanti dell’intera Regione, che comunque hanno avuto danni dagli eventi sismici del 6 aprile 2009” ma, soprattutto, la ricostruzione delle scuole che sono state sostituite con i moduli provvisori.
“Il finanziamento dell’ultima fase – sottolinea Chiodi – potrebbe avvenire attraverso l’utilizzo di risorse di cassa giacenti sulla gestione stralcio e non utilizzate o non utilizzabili. A solo titolo di esempio – afferma Chiodi – esiste già una consistente somma pari a 43,8 milioni di euro”.
Oltre al reperimento delle risorse, però, Chiodi rileva la necessità di individuare un ufficio preposto all’autorizzazione della spesa, in pratica quello che prima spettava alle strutture commissariali: “la cessazione dello stato di emergenza sta avendo conseguenze sulla attuazione del terzo piano in quanto, pur avendo il decreto commissariale n. 89/2011 autorizzato molti degli enti proprietari degli immobili scolastici a procedere con le attività progettuali, manca l’individuazione dell’ufficio che dovrà approvare la spesa dei singoli interventi”.
Finanziare l’avvio dell’ultima fase della programmazione complessiva per l’edilizia scolastica, conclude Chiodi, è necessario per evitare “che l’impossibilità di riparare, recuperare e mettere in sicurezza gli edifici del cratere temporaneamente sostituiti con i Musp svantaggi proprio il Comune e la Provincia dell’Aquila, più direttamente e tragicamente colpiti dal terremoto del 2009”.
LA LETTERA INTEGRALE DI CHIODI A BARCA
Caro Ministro, caro Fabrizio,
come sai il Decreto Legge n. 39/2009, cosiddetto “decreto Abruzzo”, ha previsto l’assegnazione alla Regione Abruzzo di una quota aggiuntiva di risorse destinate alla edilizia scolastica.
Tale assegnazione è stata poi quantificata, con deliberazione CIPE n. 47/2009, ed ammonta a 226 milioni di euro.
Le predette risorse sono tutte state traferite ed hanno consentito l’articolazione di tre piani per la messa in sicurezza e ricostruzione degli edifici scolastici.
La relativa programmazione è stata elaborata tenendo conto delle seguenti priorità:
a. assicurare per l’anno scolastico 2009/2010 la massima operatività degli edifici scolastici prontamente recuperabili e la temporanea sostituzione di quelli gravemente danneggiati con moduli provvisori (MUSP): per conseguire questo obiettivo sono stati spesi circa 30 milioni di euro a valere sui 226 ricordati (I piano), mettendo in sicurezza edifici del cratere sismico, e oltre 100 milioni di euro per i MUSP;
b. riparare e mettere in sicurezza gli edifici a più alta frequentazione scolastica della provincia dell’Aquila e a maggiore rischio sismico aventi quasi esclusivamente sede nei comuni di Avezzano e Sulmona: la dotazione finanziaria è stata di circa 30 milioni di euro (II piano);
c. riparare e mettere in sicurezza gli edifici restanti dell’intera Regione, che comunque hanno avuto danni dagli eventi sismici del 6 aprile 2009, con l’utilizzo delle residue risorse (III piano, cosiddetto “Scuole d’Abruzzo – Il Futuro in sicurezza”);
d. riparazione, recupero e messa in sicurezza degli edifici del cratere temporaneamente sostituiti con i MUSP: in questo caso la dotazione finanziaria si sarebbe dovuta definire a seguito dell’invio da parte del Comune dell’Aquila e della Provincia dell’Aquila delle progettazioni e avrebbe dovuto trovare copertura attraverso l’utilizzo dei fondi per la ricostruzione.
La descritta programmazione ha consentito a tutti gli studenti che frequentavano gli istituti scolastici nel cratere di tornare alle loro attività didattiche tra il mese di settembre e ottobre del 2009 ed ha avviato un imponente programma di modernizzazione e messa in sicurezza del patrimonio scolastico abruzzese che tecnici e studiosi internazionali hanno definito tra i più importanti mai realizzati al mondo.
Oggi gli interventi del I piano sono conclusi, quelli del II piano in fase di ultimazione, mentre quelli del III piano sono per una grossa fetta in fase di progettazione.
La cessazione dello stato di emergenza sta avendo conseguenze proprio sulla attuazione del III piano in quanto, pur avendo il decreto commissariale n. 89/2011 autorizzato molti degli enti proprietari degli immobili scolastici a procedere con le attività progettuali, manca l’individuazione dell’ufficio che dovrà approvare la spesa dei singoli interventi.
Inoltre, l’impossibilità di procedere con ulteriori decreti ad autorizzare la spesa utilizzando i fondi della ricostruzione di cui all’art. 14, comma 1, del DL 39/2009, di fatto preclude l’attivazione della ultima fase del programma (descritta al precedente punto sub d) ) costringendo all’incertezza il Comune dell’Aquila e la Provincia dell’Aquila che non possono avere elementi certi per programmare le relative attività di superamento della fase di allocazione provvisoria degli studenti nei MUSP. Superamento, tra l’altro, auspicabile, considerata la vita tecnica breve di tali manufatti.
Tenendo assolutamente ferme le necessità di procedere con il III piano di ricostruzione e messa in sicurezza, così come definito con il decreto commissariale n. 89/2011, e di assicurare continuità all’intero piano di programmazione consentendo l’avvio tempestivo dell’ultima “priorità”, Ti chiedo di verificare la possibilità di:
– trasferire, secondo le indicazioni emerse nella riunione tra lo scrivente, il titolare della gestione stralcio e i coordinatori degli uffici speciali, le somme di cui al decreto commissariale n. 89/2010 al fine di riavviare rapidamente il relativo piano: detto riavvio consentirebbe di avere in breve tempo scuole sicure e sismicamente idonee e di iniettare nell’economia in affanno risorse per svariate decine di milioni di euro;
– finanziare l’avvio dell’ultima fase della programmazione complessiva per l’edilizia scolastica, evitando che l’impossibilità di riparare, recuperare e mettere in sicurezza gli edifici del cratere temporaneamente sostituiti con i MUSP svantaggi proprio il Comune dell’Aquila e la Provincia dell’Aquila più direttamente e tragicamente colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009.
Il finanziamento dell’ultima fase potrebbe avvenire attraverso l’utilizzo di risorse di cassa giacenti sulla gestione stralcio (già contabilità speciale 5281) e non utilizzate o non utilizzabili.
A solo titolo di esempio esiste già una consistente somma pari a 43,8 milioni di euro, imputata in termini di anticipazione sulla c.s. 5281, ma che ora verrà liberata in quanto la stessa verrà trasferita dall’erario. Esistono poi altre imputazioni che non verranno mai utilizzate come quelle afferenti ad alcune dotazioni previste dalla OPCM n. 4013/2012.
Inoltre, dallo stesso piano individuato con il decreto n. 89, possono essere recuperate risorse per alcuni interventi che, in base alla sopravvenuta normativa sulla riorganizzazione scolastica, non riguardano più scuole autorizzate dai competenti uffici.
Infine, per le residue necessità, si potrebbe variare parzialmente e marginalmente la destinazione dei fondi già assegnati con deliberazione CIPE dello scorso 21 dicembre 2012.
Sono certo che comprenderai l’importanza della questione che ti sottopongo e che saprai risolverla nel senso da me suggerito.
Con stima, Gianni Chiodi



