CHIETI – Si è avvalso della facoltà di non rispondere il professor Giuseppe Sabatino, primario di Neonatologia dell’ospedale di Chieti, ai domiciliari con le accuse di violenza sessuale e corruzione.
Assistito dall’avvocato Andrea Di Lizio, il medico sessantaquattrenne ha sostenuto stamattina in tribunale l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Paolo Di Geronimo.
Dopo di lui il gip ha ascoltato anche i quattro informatori medico-scientifici ai domiciliari solo per l’accusa di corruzione. Secondo le accuse il professore (così come avrebbero fatto altri dieci medici per i quali però ci sono solo denunce) avrebbe prescritto, o solo consigliato, latte in polvere e integratori alimentari di determinate case farmaceutiche, ottenendone in cambio denaro.
A parte uno, tutti gli altri informatori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
L’accusa di tangenti per Sabatino è stata respinta con forza dal suo legale: “Non ci sono stati trasferimenti di denaro – ha detto – il professor Sabatino non ha mai intascato un centesimo, si discute di una sponsorizzazione per un convegno medico, di cui lui era il responsabile scientifico, ma c’è una società apposita che si è occupata dell’aspetto economico”.
Il primario dovrà rispondere anche delle accuse riguardanti episodi di violenza su alcune madri dei piccoli pazienti del reparto, che sarebbero avvenuti attraverso palpeggiamenti e baci.
L’avvocato ha voluto anche smentire frasi apparse sui giornali che lui non avrebbe mai assolutamente pronunciato: “Tengo a precisare che non ho mai fatto affermazioni sulle ‘carezze a pazienti come atti di buona sanità‘, così come riportato da un quotidiano. Io ho detto invece ciò che tra l’altro è contenuto anche nel libro pubblicato dallo stesso Sabatino, e cioè la necessità di un rapporto empatico con il paziente”.
L’avvocato ha concluso dicendo che, una volta letto con attenzione il fascicolo relativo al caso, il professor Sabatino “non rimarrà silente”. E dunque è probabile che ci sia la richiesta di un nuovo interrogatorio davanti al gip.





