CHIETI – Il manager Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, smentisce le notizie stampa per cui la Regione avrebbe bocciato l’atto aziendale varato a novembre scorso.

Zavattaro dice di non essere “a conoscenza di alcuna nota ufficiale della Regione su questo argomento”, sebbene ammetta che “da fonti commissariali e in maniera non ufficiale” ha appreso che nell’atto aziendale “sarebbero state rilevate alcune difformità per le quali ci sarà chiesto un chiarimento, che siamo pronti a fornire in totale serenità, nella certezza di poter trovare soluzioni ragionevoli e condivise alle problematiche sollevate”.

Il manager, comunque, non nega che “l’attenzione della Regione si sia focalizzata proprio sul numero delle unità operative complesse”. Pare, infatti, che proprio qui sia il problema.

Zavattaro, infatti, era già stato costretto a fare un pesante taglio di strutture operative complesse spiegando che i “tagli” di cui si parlava nella realtà non corrispondevano al taglio né di posti letto né di servizi sanitari. Quelli che venivano tagliati erano solo i posti da primario.

Ma c’è chi palesa molti dubbi sul fatto che declassare un’unità operativa complessa a un’unità semplice non comporti un depauperamento della sanità territoriale.

Simone Dal Pozzo, consigliere di minoranza a Guardiagrele che ha firmato ben sette ricorsi al Tar contro la Asl per mantenere aperto il nosocomio guardiese, ritiene che il declassamento dell’unità operativa da complessa a semplice “sul momento può non cambiare nulla, ma, a lungo andare, potrà portare al depotenziamento e anche alla chiusura dell’unità operativa che perde di autonomia gestionale”. (ar.ia.)