CHIETI – Era il settembre del 2009 quando l’allora sindaco di Chieti, Francesco Ricci, firmò un’ordinanza sindacale che decretava la chiusura di alcuni centri di riabilitazione psichiatrica del gruppo Angelini, tra cui l’ex convitto Paolucci alla Pietra Grossa.

A nulla valsero le proteste delle famiglie dei pazienti, contrarie allo spostamento dei loro cari nonostante una ispezione di una commissione parlamentare d’inchiesta (guidata dall’attuale sindaco di Roma, Ignazio Marino) avesse detto inequivocabilmente che la struttura non era adatta ad ospitare quel tipo di pazienti.

Lo stabile fu sgombrato e da allora le porte dell’edificio, che prima dei pazienti di Villa Pini aveva ospitato anche gli alunni di un convitto, sono rimaste sino a oggi chiuse. 

Qualcuno, però, sembra essere riuscito a entrare di straforo. I residenti di via Picena parlano di inquietanti presenze che si aggirano nello stabile svuotato soprattutto di notte.

Vandali o di ladri che, penetrati all’interno della struttura, l’avrebbero derubata e deturpata più di quanto stia facendo l’erosione del tempo.

I residenti hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per arginare il via vai notturno di presenze estranee e si sono rivolti anche al tribunale, visto che lo stabile fa parte dei beni del fallimento del gruppo Angelini, sentenziato nel 2010.