CHIETI – 324 mila euro è il compenso annuo lordo del direttore dell’Ater teatino, 180 mila euro lordi a testa percepiscono due dirigenti e un terzo ne guadagna 128 mila.

Sono cifre che stridono di fronte alla situazione di pesante indebitamento dell’azienda territoriale che fa capo alla Regione e che ha accumulato debiti nei confronti della sola Carichieti di circa 7 milioni di euro.

Di fronte alla possibilità che la Regione decida di modificare la legge che regola la materia facendo sì che le Ater in deficit possano vendere il patrimonio a terzi destinando l’80% dei profitti alla copertura dei disavanzi di bilancio, il Partito democratico teatino insorge e chiede al sindaco in un ordine del giorno di opporsi in tutte le sedi istituzionali e politiche a questa eventualità, auspicando, invece, un tetto agli stipendi dei dirigenti.

“Visto che è a rischio persino il posto di lavoro dei dipendenti – ha detto il consigliere Alessandro Marzoli – chiediamo che il Comune faccia sentire il proprio peso”.

Il sindaco, Umberto Di Primio, rimarca però che nulla il Comune può fare nei confronti dell’Ater trattandosi di due enti separati.

“Marzoli evidentemente fa confusione e parla in maniera strumentale – commenta il primo cittadino – la sua richiesta non va indirizzata al Comune ma va girata ai consiglieri regionali del suo partito”. (ar.ia.)