CHIETI – Si aggrava la posizione dell’ex assessore del Comune di Chieti Ivo D’Agostino, ai domiciliari per concussione e violenza sessuale.

Altre due donne si sono fatte avanti ripetendo alle forze dell’ordine la stessa accusa delle prime cinque: l’ex delegato alle Politiche della casa avrebbe offerto facilitazioni nell’assegnazione o nel mantenimento di alloggi comunali in cambio di prestazioni sessuali.

Ai domiciliari dallo scorso 30 luglio, quando gli uomini della squadra Mobile della Questura teatina lo hanno arrestato a seguito dell’operazione “Sex for house”, D’Agostino si è sempre detto innocente, respingendo ogni addebito.

La sua difesa, affidata all’avvocato del foro teatino, Edgardo Ionata, e allo studio dell’avvocato Domenico Di Terlizzi del foro di Trani, aveva fatto richiesta di revoca degli arresti domiciliari, ma i legali non si si sono presentanti davanti al tribunale del riesame dell’Aquila dove era stata indetta l’udienza per discutere dell’appello per chiedere l’annullamento della decisione del gip del tribunale di Chieti Paolo Di Geronimo, che quindi è stata confermata.

Intanto continua anche il lavoro della commissione comunale di Garanzia e controllo, presieduta dal consigliere comunale del Partito democratico Gabriele Salvatore, riunita per fare luce sulla gestione del settore delle Politiche della casa.

Nonostante nessuno dei commissari consiliari voglia aprire bocca sui lavori, secondo quanto appreso il presidente Salvatore avrebbe secretato gli atti e portato un fascicolo in procura, segno che sono state rintracciate irregolarità nelle assegnazioni delle case, sia dal punto di vista amministrativo che da quello penale.