CHIETI – La Asl Lanciano Vasto Chieti vuole nuove verifiche statiche sui due corpi di fabbrica dell’ospedale teatino giudicati a rischio sismico a seguito di un’indagine della procura di Chieti.
La società d’ingegneria Stin farà, dunque, un approfondimento aggiuntivo sullo stato di alcuni pilastri del corpo C del policlinico teatino che, secondo la relazione del consulente nominato dal tribunale teatino, avrebbero caratteristiche simili al pilastro del corpo F già sanato a fine 2011 grazie ai lavori fatti eseguire dall’Azienda sanitaria locale per garantirne la piena efficienza statica.
La decisione di fare ulteriori verifiche è emersa al termine di un confronto svoltosi nella giornata di oggi tra la Direzione generale della Asl e i tecnici della Stin, i quali si sono riservati tre settimane di tempo per eseguire l’approfondimento.
Gli esperti della società d’ingegneria di Roma ritengono che la relazione del consulente del Tribunale, Enrico De Acetis, che ha decretato un rischio sismico per i corpi C ed F, non abbia aggiunto ulteriori elementi di novità rispetto alle valutazioni già emerse nei mesi scorsi e non modifichi sostanzialmente le strategie di intervento adottate dalla Asl, che prevedono comunque la necessità di eseguire interventi massicci per mettere a norma i due corpi di fabbrica.
La società Stin era stata incaricata dalla Regione Abruzzo a svolgere le rilevazioni sullo stato degli edifici strategici sotto il profilo del rispetto degli standard sismici. Rappresentanti della stessa società nei giorni scorsi hanno avuto un confronto anche con la Protezione civile, al termine del quale sono state espresse valutazioni concordi sia sullo stato della struttura sia sulla necessità di avviare il trasferimento dei reparti per consentire lo svolgimento degli interventi di messa a norma.
Nel pomeriggio di oggi, inoltre, si è svolto un nuovo incontro tra la Direzione generale della Asl Lanciano Vasto Chieti e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il quale ha voluto essere informato sugli sviluppi della vicenda e sulla prima stima dei fondi necessari sia al trasferimento dei reparti dai due corpi di fabbrica a rischio, pari a circa 8 milioni di euro, sia al loro consolidamento, che richiederebbe 20 milioni di euro.





