CHIETI – Resta in carcere Leonardo Vecchiolla, il giovane di 23 anni di Ariano Irpino (Avellino), studente della facoltà di Psicologia di Chieti, fermato il 22 ottobre scorso perché ritenuto uno dei responsabili dell’assalto al furgone blindato dei carabinieri durante la manifestazione del 15 ottobre scorso degli Indignati, caratterizzata da pesanti scontri tra le forze dell’ordine e i cosiddetti black bloc.
Il gip del Tribunale di Roma, cui sono state trasferite le carte da parte dei giudici di Chieti, ha reiterato la misura di custodia cautelare già decisa da Paolo Di Geronimo, gip teatino.
Vecchiolla è stato identificato dai carabinieri del Ros di Roma, coordinati dalla procura della capitale, e per lui sono scattate le accuse di tentato omicidio, devastazione e saccheggio in concorso e la resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
Nei giorni scorsi era stato organizzato un presidio di solidarietà per l’arrestato davanti la prefettura di Chieti.
Il legale del giovane, Sergio Acone, a caldo, aveva commentato: “Black block? Non ce lo vedo proprio, non ha neanche il fisico. Non saprei proprio inquadrarlo come un violento. Anche perché ad Ariano non ci sono centri sociali, club politici o altro”.
Contro la prima ordinanza di custodia cautelare lo stesso avvocato ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame dell’Aquila.
LE DECISIONI DEL RIESAME DI ROMA SUGLI ALTRI INDAGATI
Intanto il tribunale del Riesame di Roma ha concesso gli arresti domiciliari a sette indagati, fino a oggi detenuti a Regina Coeli, e l’obbligo di firma giornaliero alle due ragazze che, invece, erano già ai domiciliari.
Il collegio giudicante, presieduto da Vincenzo Capozza, ha disposto che Giovanni Caputi, invece, debba restare in carcere.
Tornano a casa, sebbene ai domiciliari, Giuseppe Ciurleo, Alessandro e Giovanni Venuto, Lorenzo Giuliani, Robert Scarlet, Stefano Conigliaro e Ilaria Ciancamerla.
Obbligo di firma, invece, per Alessia Catarinozzi e Alessandra Orchi.
Domani il Riesame valuterà il ricorso presentato dall’undicesimo fermato di quel giorno, il pugliese Valerio Pascali.





