CHIETI – Assemblea dei lavoratori degli istituti riuniti di assistenza “San Giovanni Battista” di Chieti domani mattina, ancora una volta in dissidio con il neo presidente, Federico Gallucci.
La rappresentanza sindacale dell‘istituto che offre ricovero a persone sole, anziane e con gravi disabilità fisiche e psichiche, Claudia Zuccarini, Gabriele Mancini, Giuseppe Palmerini, Marta Mantini ed Emma De Vincentiis, usa parole al vetriolo contro Gallucci, accusato di voler comandare al di là delle dei propri compiti e del proprio ruolo.
Il presidente, invece, risponde indicendo una conferenza stampa per giovedì prossimo dove spiegherà qual è il suo compito e risponderà agli attacchi.
LA POSIZIONE DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA
“La nuova rappresentanza sindacale unitaria eletta lo scorso 8 marzo – si legge in un comunicato sindacale – contesta fortemente l’ingerenza che il presidente dell’organismo straordinario, Gallucci, ha su molteplici problematiche presenti all’interno dell’Ente e sulle quali la competenza esclusiva è della dirigenza”.
I sindacati usano parole forti: “Il presidente Gallucci imperversa, dalla mattina alla sera negli istituti riuniti di assistenza “San Giovanni Battista, sostituendosi non solo al direttore, ma anche a tutti i responsabili dei vari settori, impartendo ordini, rimproverando dipendenti e interessandosi personalmente di problematiche spicciole, dimenticando, di fatto, il suo ruolo effettivo: quello di organo deputato, unitamente agli altri due componenti l’organismo straordinario, all’elaborazione degli indirizzi politico-programmatici dell’ente ed al reperimento dei necessari fondi per attuarli”.
Il riferimento è alla legge regionale 17/2011 sul riordino delle Ipab che fissa le direttive cui l’organismo straordinario deve attenersi nel processo di costituzione della Asp. L’organismo straordinario deve semplicemente sostituirsi ai consigli d’amministrazione decaduti delle singole Ipab ed agire con gli stessi poteri e competenze che a questi ultimi venivano delegati dagli statuti.
Gallucci, invece, sembra voler agire da padre padrone, un’accusa, questa, che non è la prima volta che gli viene mossa: “Gallucci, in maniera autonoma, ha interpretato a modo suo la legge regionale e ritiene, come più volte il personale degli istituti riuniti di assistenza “San Giovanni Battista” si è sentito dire, che “comanda tutto lui!”, una sorta di Re Sole, sul cui regno il sole non tramonta mai. Inoltre l’unica Ipab che egli conosce bene è solo il “San Giovanni Battista” di Chieti, dove passa le sue migliori giornate a fare “il comandante”. Delle altre Ipab, al di fuori di Chieti soggette al riordino, egli non sa néé dove si trovino né che aspetto abbiano”.
“Il personale è stanco delle sortite verbali dell’avvocato Gallucci ( “qui comando io” “io posso licenziare quando voglio”). Pertanto la rappresentanza sindacale aziendale chiede al presidente della Regione, Gianni Chiodi, all’assessore alle politiche sociali, Paolo Gatti, al sindaco di Chieti, Umberto di Primio, ed ai componenti l’organismo straordinario, Giovanni Ciccone e Sandro Spella, di intervenire richiamando il presidente Gallucci al rispetto di quanto previsto dalle norme transitorie della legge regionale 17/11, affinché venga ristabilito, in tempi brevissimi, un sereno clima lavorativo presso il “San Giovanni Battista” e vengano meno lo stress continuo e la demotivazione che da circa sette mesi affliggono i lavoratori”.
LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE FEDERICO GALLUCCI
“Giovedì prossimo, alle 10.45, terrò una conferenza stampa per ribattere alle accuse che mi vengono mosse – dice Gallucci ad AbruzzoWeb – intanto prendo atto con soddisfazione della presa di distanza della Cgil da queste posizioni, visto che la segretaria Paola Pugliello mi ha chiesto un incontro per affrontare le tematiche reali degli istituti riuniti di assistenza”.
Gallucci preannuncia che ha intenzione di spiegare in conferenza stampa quanto la Rsu si sbagli sul ruolo e sulle funzioni del presidente dell’organismo straordinario secondo la legge regionale richiamata che sarebbe stata interpretata in maniera “errata e grossolana” .
“Spiegherò a questi simpatici sindacalisti censori – continua il presidente – come il mio operato sia pienamente in linea con la legge regionale. E per mettere la parola fine sulla volgare strumentalizzazione nei miei confronti, invito chiunque si sia sentito offeso o leso nei suoi diritti a rivolgersi al giudice naturale”.
Gallucci si dice comunque “sereno” e definisce “assolutamente strumentale il voler confondere la fermezza e la determinazione di chi con il cuore sta lavorando per risolvere problemi con l’arroganza e la protervia che non mi appartengono”. (ar.ia.)






