CHIETI – Non sono passate che poche ore che, pronta, arriva la risposta dell’assessore regionale e coordinatore provinciale del Popolo delle libertà Mauro Febbo alle ultime dichiarazioni del consigliere comunale e segretario cittadino del Partito democratico Enrico Iacobitti in merito alla questione dell‘ispezione ministeriale che a questo punto rischia di diventare un vero e proprio tormentone.
Per Febbo, Iacobitti “vaneggia con frasi politicamente disconnesse e palesando una mancanza di conoscenza su ciò di cui si sta parlando“.
“Tanto è vero – dice l’assessore regionale – che non risponde ai rilievi avanzati dal sottoscritto in merito alla situazione del Comune di Chieti ma, con un clericale atteggiamento di chi si erge a tuttologo, tratta di argomenti vari e disparati senza per altro conoscere la realtà delle cose, pur avendole sotto il naso“.
Iacobitti viene accusato di avere un atteggiamento “di sapiente presunzione” che “lo porta a scrivere senza ponderare, dimenticando – continua Febbo – che quando ricoprivo il ruolo di coordinatore politico, prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo della Libertà, numerose sono state le vittorie elettorali grazie anche alle quali sono state espugnate roccaforti rosse“.
“Non sa – accusa ancora il coordinatore provinciale – che il Popolo della Libertà ha modificato il suo statuto evitando, giustamente, i doppi incarichi e che io non sarò ricandidabile alla guida del PdL provinciale, eppure è stato un argomento trattato dalla stampa locale e nazionale finanche dalla stampa di regime comunista che è costretto a leggere“.
“A questo punto – conclude Febbo – evidenziando un vuoto politico e di contenuto nelle sue argomentazioni, non ho alcuna intenzione nel lasciami andare in un confronto sterile e puerile con chi, ancora accecato dalla rabbia della batosta elettorale, mena pugni a caso come un ‘pugile suonato’”.
IACOBITTI: “GIA’ INVIATE CARTE A CORTE DEI CONTI”
Le polemiche sull’ispezione ministeriale al Comune di Chieti non si spengono in città. Dopo l’intervento del coordinatore provinciale del Popolo delle libertà, l’assessore regionale Mauro Febbo, che chiedeva al sindaco, Umberto Di Primio, di inviare tutte le carte alla Corte dei conti, in modo da accertare di chi siano le responsabilità dell’attuale situazione, arriva la replica del Partito democratico.
A parlare è il segretario cittadino e consigliere comunale Enrico Iacobitti: “Febbo ci accusa di non aver letto attentamente le carte quando ha minacciato di inviare alla Corte dei conti la relazione degli ispettori del Ministero dell’economia e delle finanze non sapendo che lo hanno fatto gli stessi ispettori e anche da molto tempo”.
“In aggiunta – continua Iacobitti – lo informo, che anche le opposizioni lo hanno anticipato, inviando alla Corte altri rilievi e deduzioni relative alle irregolarità amministrative della Giunta DiPrimio”.
“Febbo – dice ancora il consigliere – è al governo della Regione Abruzzo da oltre tre anni, il suo collega di partito Di Primio al governo della città di Chieti da oltre due. Peraltro, essi, fanno parte di una generazioni di politici ultra ventennale che ha governato la città di Chieti, la sua provincia, la Regione e il governo nazionale con poteri enormi. Perché si ostinano ad accusare il passato? In tutto questo tempo cosa hanno fatto? Perché non fanno quello che hanno promesso ai cittadini?”
“Oggi chi governa da tempo, come Febbo e Di Primio, – continua Iacobitti sulla stessa linea – dovrebbe parlare di soluzioni e di quello che quotidianamente fa per la gente. Dovrebbero replicare alle opposizioni spiegando come hanno risolto i problemi o come intendo farlo. Invece, sembra che non vogliano affrontare le gravi questioni aperte per andare all’attacco in difesa dell’immagine ma non del contenuto”.






