CHIETI – Erano oltre un migliaio questa mattina a Chieti a manifestare lungo corso Marrucino per l’autonomia della provincia teatina. E domani pomeriggio all’Aquila, alla riunione del Consiglio regionale che dovrà partorire la proposta del riordino delle circoscrizioni provinciali, ci sarano un centinaio di Teatini che faranno sentire con la loro presenza il sostegno alla proposta delle tre province.
Le ultime adesioni sono state raccolte questa mattina. Il Comune e il comitato civico “A difesa di Chieti e della sua provincia” hanno messo a disposizione bus gratuiti e molti si muoveranno autonomamente.
Un corteo è partito infatti dalla Trinità per arrivare a piazza Vico e qui hanno parlato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, il presidente del Consiglio comunale, Marcello Michetti, il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, e il senatore del Partito democratico Giovanni Legnini.
La partecipazione è andata al di là dei colori politici. Per combattere la possibilità di perdere lo status di capoluogo di provincia, che significherebbe rinunciare agli uffici periferici dello Stato e decretare così la morte della città, sono arrivati tutti.
A muoversi non è stata solo la politica, ma anche le associazioni di categoria e la gente comune. Tanti i giovani e molti anche i tifosi della squadra di calcio neroverde che si sono lasciati andare a tipici cori da stadio.
Il consigliere comunale del Popolo della libertà Emiliano Vitale si è presentato con un pittoresco elmo antico, “l’elmo di Achille”, ha spiegato dalla cui discendenza, secondo la leggenda, è nata la città, tanto che i suoi abitanti si chiamano ‘teatini’ da Teti, la madre dell’eroe greco.
I rappresentanti politici hanno ribadito la volontà di battersi fino alla fine per assicurare l’autonomia della provincia e, di conseguenza, lo status di capoluogo alla città teatina. “Non si può passare sopra ai diritti – per dirla con il presidente Michetti – dell’unica provincia che ha tutti i requisiti previsti dalla legge per rimanere tale. Andremo tutti all’Aquila per ribadire questo principio”.




