CHIETI – “Illuminare l’Abruzzo. Codici miniati tra medioevo e rinascimento”.
Questo il titolo nonché l’intento della mostra inaugurata oggi presso il museo Palazzo de’ Mayo a Chieti.
Un’esposizione destinata a presentare al grande pubblico il patrimonio librario medievale e rinascimentale abruzzese in tutte le sue sfaccettature, c he mette in luce anche un lavoro di analisi che illustra attraverso prestigiose acquisizioni anche europee e statunitensi, un profilo nuovo della produzione abruzzese tra XI e XV secolo, resa straordinaria all’epoca dal lavoro di un radicato tessuto di botteghe di professionisti, disposte soprattutto a Chieti, L’Aquila e Teramo, centri di eccellenza che alimentavano un sistema di scambi favorito da prodotti di alto pregio artistico, grande orgoglio dei loro autori, che li firmavano con lettere dorate.
Oltre settanta le opere catalogate, tra codici e fogli staccati, ricomposte grazie all’impegno recente dei curatori che nell’ultimo decennio hanno permesso di tracciare un quadro ben diverso da quello fissato nella storiografia precedente.
Un panorama complesso e vitale, fatto di collaborazioni a più mani, fuse per conservare una grande uniformità stilistica, ed incise nelle immagini stesse a mo’ di firma, come ben chiarito nell’omonimo volume della mostra, resa possibile dai finanziamenti forniti dalla Regione Abruzzo in convenzione con il dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università di Chieti, il contributo dell’associazione Dimore storiche e della Carsa Edizioni.
L’evento è curato da Gaetano Curzi e Alessandro Tomei, dell’Università di Chieti ‘G. D’Annunzio’, da Francesca Manzari, dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ e da Francesco Tentarelli, Soprintendente per i Beni Librari dell’Abruzzo.



