CHIETI – I problemi della società pubblica Teateservizi sono finiti questa mattina sul tavolo del prefetto, Fulvio Rocco de Marinis, alla presenza dell’assessore alle società partecipate del Comune di Chieti, Marco D’Ingiullo, del presidente e del direttore della società, Valerio Visini e Luciano Iezzi, dei rappresenti sindacali e di una delegazione di lavoratori.

Attualmente Teateservizi gestisce per conto del Comune i servizi di manutenzione relativi al cimitero, agli alloggi popolari e ai parchi gioco e riscossione tributi (entrate patrimoniali ed extrapatrimoniali) e parte del servizio acquedottistico.

La somma che il Comune può stanziare a disposizione di Teateservizi è esigua. L’assessore D’Ingiullo lo ha detto senza mezzi termini: “Teateservizi può contare su 2.100.000 euro all’anno. Somma composta dall’agio sulla riscossione dei tributi di 1.200.000 euro e 900.000 euro che il Comune paga per le prestazioni tecnico-manutentive, cui bisogna togliere la somma relativa all’iva per cui alla fine si ottiene 743.000 euro”.

“Con questa disponibilità finanziaria – ha spiegato ancora D’Ingiullo ad AbruzzoWeb – possiamo mantenere i servizi relativi alla riscossione dei tributi, all’acquedotto, forse anche alla cura dei parchi gioco e tenteremo anche di farci rientrare anche i servizi cimiteriali”.

Il passaggio sui servizi cimiteriali è importante perché agli operai di Teateservizi rimasti senza lavoro è stato chiesto di frequentare un corso di formazione per ottenere la qualifica di necroforo e poter così tornare a lavoro. 

Una delegazione dei 43 dipendenti della società pubblica stamattina ha aspettato davanti alla porta della Prefettura l’esito dell’incontro, sperando di capire quale potesse essere il futuro della società pubblica e soprattutto lamentando il mancato turn over assicurato al personale.

“Ci era stato detto che potevamo lavorare tutti a turno – ha detto Sergio Ianni – invece a lavorare sono sempre gli stessi. In questo modo avremmo potuto almeno maturare i diritti per accedere alla disoccupazione e aspettare il momento in cui la società pubblica avrebbe finalmente approvato il piano industriale”.

“Ci sono persone che stanno lavorando ininterrottamente da 15 mesi – rincara la dose un altro dipendente, Francesco Spadaccini – e altre che sono sempre a casa. Chiediamo la possibilità di studiare qualche forma di contratto che ci assicura il lavoro, saltando il passaggio dell’agenzia interinale”.

Il prefetto ha preso contezza della situazione e ha riunito nuovamente le parti per il prossimo 27 marzo, pochi giorni prima della scadenza della nuova proroga dei servizi che scade a fine mese.

L’assessore D’Ingiullo ha però fatto sapere di aver provveduto a chiedere una nuova proroga dei servizi fino al mese di giugno, nel caso in cui non si riesca ad approvare in tempi rapidi il piano industriale, atteso da mesi. (ar.ia.)