CHIETI – “Era un altro pezzo di Chieti che rischiava di scomparire. Ho voluto raccogliere una sfida per la tradizione e la cultura di questa città”, così l’onorevole Fabrizio Di Stefano motiva la decisione, assolutamente inattesa, di prendere in gestione la Casina dei tigli, il bar ristorante nel cuore della villa comunale da decenni punto di riferimento per generazioni teatine.

A metà febbraio la precedente gestione affidata a Luciano Aceto ha chiuso improvvisamente i battenti. Il noto imprenditore teatino, titolare tra le altre cose anche dell’Amadeus, aveva ricevuto in gestione dal Comune la Casina nel 2007.  

La gestione Aceto, oltre ad aver rinnovato strutturalmente la Casina, l’ha anche trasformata da semplice bar-pizzeria in vero e proprio ristorante, palcoscenico di eventi culturali soprattutto d’estate. Un ruolo che le era connaturato fin dalla nascita, perché pare che prima del bar-pizzeria ci fosse proprio un piccolo teatro all’aperto. Parliamo degli anni Trenta quando la vila comunale teatina era polo d’attrazione anche culturale.

Fu nel 1950, invece, che il Comune di Chieti decise di costruire la Casina dei tigli, che prende il nome dalle numerose piante di tiglio presenti alla villa, affidandone via via la gestione fino ad arrivare alla famiglia Aceto.

La fine della gestione Aceto, che doveva durare sino al 2019, è stata, però, un po’ un fulmine a ciel sereno che rischiava di diventare fatale per la struttura se non fosse intervenuta una nuova gestione e così si è fatto avanti Di Stefano con Gaudenzio D’Angelo, presidente regionale Ais (Associazione italiana sommelier) e proprietario di noti ristoranti. La riapertura delle porte del locale è fissata ad aprile. 

Oltre 300 mila euro è stato il costo dell’operazione che ha assicurato un futuro a “un pezzo della storia di Chieti” come ha sottolineato giustamente Di Stefano. E sul profilo Facebook dell’onorevole è arrivata una valanga di complimenti e ringraziamenti. E anche qualche richiesta: non ci si dimentichi delle famose pizzette e degli ancor più celebri panzerotti fumanti, alcuni dei must della Casina.