CHIETI – “La prima parola che devo dire è grazie”. Inizia così il primo discorso del riconfermato sindaco di Chieti, Umberto Di Primio (Nuovo centro destra).
Salito su una delle panchine che lui stesso ha fatto mettere in piazza Valignani pochi mesi fa, dopo i saluti e le interviste televisive, con la voce un po’ rauca, prende il microfono e parla al suo popolo.
“Questa volta è stata molto più difficile dell’altra, ma abbiamo vinto insieme, nonostante le cattiverie lecite, più o meno, che ho dovuto subire da parte di qualcuno che credo che non sia stato eletto, però”, attacca.
Il riferimento è ai quei consiglieri comunali uscenti “che hanno investito sui volantini-spazzatura”, che hanno avvelenato gli ultimi giorni di una campagna elettorale per il resto fin troppo tranquilla.
Di Primio fa anche un annuncio che riguarda la vita amministrativa: “La legge mi permette di costituire una sorta di comitato che affianchi la mia Giunta, 10 persone esterne, che lavorino in modo gratuito, perché serve quel quid in più”.
“Ho le mani libere – ribadisce – Non ho patti con nessuno, non ho fatto apparentamenti con nessuno”.
Il riferimento è a Bruno Di Paolo, il suo ex vice sindaco che si è apparentato con Luigi Febo. A questo punto parte il coro dei sostenitori: “Cucù cucù Di Paolo non c’è più”.
“Non sono d’accordo con questo coro – replica lui – perché per me Di Paolo non c’è mai stato. Tanto è vero che l’ho cacciato dalla Giunta”.
“Chi ci ha tradito troverà porte chiuse”, minaccia poi.
E infine una confessione: “Tre mesi fa, nemmeno chi oggi sta festeggiando qui credeva in me. Ho dimostrato che quando una persona si dedica totalmente al servizio della città, poi la gente se lo ricorda e i cittadini se lo sono ricordato”, conclude.
LE PREFERENZE DI UMBERTO DI PRIMIO
LE PREFERENZE DI BRUNO DI PAOLO
LE PREFERENZE DI ENRICO RAIMONDI
LE PREFERENZE DI ANTONELLO D’ALOISIO
LA PREFERENZE DI DONATO MARCOTULLIO




