CHIETI – L’ex vice sindaco di Chieti Bruno Di Paolo torna all’attacco.
Attorniato dai suoi uomini più fedeli questa mattina ha tenuto una conferenza stampa per annunciare innanzitutto che è tutto pronto per avviare la petizione popolare per chiedere che gli amministratori del Comune si dimezzino l’indennità, come aveva fatto lui.
In più annuncia di aver scritto alla Regione Abruzzo per chiedere che venga ridotto alla metà anche il vitalizio che percepirà come consigliere regionale.
Dice di non voler attaccare il sindaco Umberto Di Primio, “perché dopo la deprimente rappresentazione di ieri a Roma davanti a palazzo Chigi – dice – sarebbe come sparare sulla Croce rossa. In quella posizione ho visto solo un uomo disperato. Lasciato solo da tutti. Ha quindi dovuto fare qualcosa per anticipare la reazione del popolo di Chieti ed evitare che qualcuno, risentito per come stanno andando i discorsi sul riordino delle province, potrebbe avere voglia di tirare pomodori in faccia ai politici che non hanno difeso la città”.
Di Paolo è un fiume in piena. Torna a parlare del suo attacco al personale del Comune fatto solo, dice, “per difendere quel 50 per cento del personale comunale che lavora il doppio degli altri”.
Ha ribadito, accentuandolo, il giudizio negativo sui dirigenti comunali, affermando che il Comune potrebbe fare a meno di sei si loro. Ha sparato a zero anche sullo staff del sindaco: “Sono troppi, sono sei assunti e tre addetti stampa, che prendono complessivamente 135.800 euro l’anno. Sono troppi”.
“Di Primio – continua il leader di Giustizia sociale – mi accusa di essere stato due anni e mezzo sotto i portici, ma forse di sbaglia con qualche altro suo assessore. Dice che non ho fatto nulla, ma le delibere presentate da me sono cinque volte superiori a quelle che ha portato lui come assessore al personale, nello stesso periodo di tempo”.
“Il sindaco dice che mi avrebbe dovuto cacciare prima – dice ancora – ma è lui che avrebbe dovuto dimettersi quando è stato ridicolizzato dall’Unione di centro in Consiglio comunale, quando non riusciva a fissare la data dell’assemblea perché non aveva i numeri e cercava di trovare i consiglieri strada facendo, quando ha capito che cinque anni non poteva durare e si è visto nelle tante richieste delle verifiche di maggioranza”.
L’ex vice sindaco replica anche alle accuse di clientelismo che gli sono state mosse dal sindaco. “Di Primio dice che ho mandato sms sui concorsi al Comune – dice a riguardo Di Paolo – ed è vero, ma io ho solo avvertito che erano stati banditi i concorsi e che ci si poteva informare sul sito web del Comune. Tanto è vero che nell’unico concorso bandito dal Comune non c’è neanche un’assunzione di un cittadino di Chieti, se avessi voluto favorire qualcuno avrei favorito i miei concittadini. Semmai, c’è da sottolineare che l’unica persona che è entrata al Comune lo ha fatto attraverso una convenzione che ha firmato il sindaco, non certo io”.
A questo riguardo Di Paolo minaccia di aprire una “parentopoli teatina”, che però, dice, sarà oggetto di un altro incontro con la stampa.




