CHIETI – È un addio che sa di amaro quello dato oggi in conferenza stampa dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, e della sua Giunta al vertice dell’ente.
Ieri, alla vigilia della conferenza stampa di fine mandato, è arrivata la Guardia di Finanza per ‘segnare’ l’ultimo momento della difficilissima permanenza in Provincia, caratterizzata più che altro da debiti e pesantissimi tagli di fondi governativi.
Gli uomini delle fiamme gialle sono andati dal presidente, in attesa comunque dell’esito delle provinciali di domani, domenica 12 ottobre, su mandato della Corte dei conti con un “invito a dedurre” destinato a lui e a sei tra assessori provinciali in carica ed ex assessori.
La vicenda al centro dell’inchiesta, di cui si è inevitabilmente parlato oggi in conferenza stampa, è quella di otto lavoratori interinali assunti grazie al ricorso ad una agenzia di lavoro somministrato, metodo che avrebbe portato al mancato rispetto della quota spettante alle persone con disabilità.
Il nuovo “invito a dedurre” è il segno che l’inchiesta va avanti nonostante la richiesta di archiviazione della Procura.
Quasi una beffa per Di Giuseppantonio, che tra i primi atti da presidente della Provincia ha mandato a casa centinaia di lavoratori interinali di cui l’ente non poteva più farsi carico, prendendo delle decisioni certo non facili oltre che impopolari.
L’inchiesta è partita da un esposto in Procura e sembra tormentare Di Giuseppantonio in momenti cruciali della sua carriera politica, come è accaduto in occasione della candidatura a sindaco di Fossacesia (Chieti) o, nell’ultimo caso, alla vigilia del suo addio pubblico all’ente.
Da parte sua Di Giuseppantonio ha detto di essere assolutamente “sereno”, di “confidare nell’azione della magistratura”, essendo convinto “di aver agito nel pieno rispetto della legge nelle assunzioni che abbiamo fatto”.
Di Giuseppantonio allo stesso tempo ha voluto dare battaglia, tirando fuori dati e numeri del suo mandato, un bilancio dei cinque anni al vertice della Provincia teatina che parte dai 140 milioni di indebitamento di mutui e bop trovato all’atto dell’insediamento.
Anticipando le norme di legge al riguardo, ha tuonato, “ho provveduto a ‘ripulire’ il bilancio, cancellando vecchie entrate non più esigibili, contribuendo ad aumentare il disavanzo”.
L’ente, ha ribadito Di Giuseppantonio, è arrivato quasi al dissesto economico-finanziario, da cui si è salvato “solo grazie a un piano di rientro pluriennale. Il nuovo presidente non potrà che continuare su questa strada”, ha detto.
Venendo agli investimenti realizzati nel corso dei cinque anni, il presidente ha citato i 47 milioni e mezzo di euro per strade e scuole, i 17 milioni e mezzo per la Via Verde da realizzare sul tracciato dismesso della ferrovia che andrà in appalto nel giro di qualche mese, i 15 milioni e mezzo stanziati per i voucher formativi e gli 80 milioni del progetto Elena che arriveranno attraverso la Banca europea degli investimenti che, evidentemente, ha giudicato la Provincia teatina ente affidabile nonostante i noti problemi finanziari.
Alla conferenza stampa di fine mandato hanno partecipato anche quasi tutti gli assessori della giunta provinciale, relazionando sul proprio settore. Particolarmente drammatica è la situazione delle Politiche sociali. L’assessore Gianfranca Mancini è tornata a denunciare l’ammanco di circa 220 mila euro che non permette alla Provincia di assicurare fino a fine anno i servizi minimi di assistenza garantiti sinora.
Impossibile, infine, non sottolineare un’assenza vistosa: quella del vice presidente della Provincia, Antonio Tavani.




