CHIETI – Dopo 15 anni alla guida dell’università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti Pescara, il rettore Franco Cuccurullo, che secondo la recente normativa non può più ripresentarsi alla carica, ha deciso di anticipare di qualche mese la fine del mandato e ha presentato le dimissioni. Un atto che diventerà concreto a partire dal primo giugno. Il mandato, invece, sarebbe scaduto il 31 ottobre.

Rettore Cuccurullo, come è nata la decisione delle dimissioni?

“Si tratta di una decisione preordinata. Incarichi eccessivi mi hanno fatto decidere di anticipare la scadenza del mandato. Arrivare sino alla fine di ottobre, a questo punto, non avrebbe avuto alcun senso”.

Una volta smessi i panni da rettore lascerà Chieti e l’ateneo?

“Assolutamente no. Attualmente sono direttore del Dipartimento medico della Asl e dunque resterò a lavoro in ospedale a Chieti”.

Quali sono gli altri incarichi che continuerà a svolgere?

“Sono e resterò presidente della fondazione ‘Gabriele d’Annunzio’ e manterrò la presidenza del Comitato nazionale per le biotecnologie e la biosicurezza istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri”.

Che università lascia dopo 15 anni alla sua guida?

“Lascio una università sana e florida che conta circa 32 mila studenti. Quando arrivai ne aveva circa 17.500. Allora aveva otto facoltà, oggi ne ha 12. E’ economicamente più che in equilibrio avendo un avanzo di bilancio di 40 milioni di euro”.

Qual è il ricordo più bello e quale il più brutto che si porta dietro?

“Il più bello riguarda la consegna della laurea honoris causa ad Albert Bruce Sabin, lo scopritore del vaccino antipolio. Il più brutto riguarda il terremoto che ha colpito il capoluogo aquilano e il vedere le condizioni in cui si trova ancora quel territorio”.

Come commenta la vicenda dell’ex direttore generale Marco Napoleone, ora in causa con l’università, e la relativa indagine giudiziaria che riguarda anche i vertici dell’ateneo?

“Preferisco non commentare questa vicenda. Ci sono indagini in corso, io posso solo dire che attendo serenamente l’esito di questa storia”.

Da tempo si sono aperti i giochi per l’elezione del prossimo rettore, i nomi più ricorrenti sono quelli di Carmine Di Ilio, Gaetano Bonetta e Raffaele Tenaglia. Chi vede alla sua successione?

“E’ naturale che il mio cuore batta per uno di loro, ma non trovo corretto, in questo momento, dire per chi”.

Ha qualche rimpianto nell’aver lasciato Bologna per venire a Chieti?

“Nessun rimpianto. Stando qui a Chieti sono riuscito ad ottenere importanti risultati e raggiungere grandi obiettivi. D’altronde è da Chieti che sono stato nominato prima presidente della seconda sezione del Consiglio superiore di sanità, poi presidente del Comitato etico nazionale per la sperimentazione del multitrattamento Di Bella, successivamente presidente del Consiglio superiore di Sanità, poi presidente della Commissione nazionale per la valutazione della ricerca e ora presidente del Comitato nazionale per le biotecnologie e la biosicurezza”.