CHIETI – Il Consiglio comunale straordinario di Chieti ha visto approvati tutti e cinque gli ordini del giorno presentati su SS. Annunziata, Villa Pini, istituti riuniti S. Giovanni Battista, S. Camillo e trasferimento di medicina tasfusionale.
Al momento del voto l’assise ha mostrato compattezza d’intenti, licenziando sempre all’unanimità gli ordini del giorno, sebbene durante la discussione non siano mancati attacchi trasversali sia nei confronti del sindaco, Umberto Di Primio, che dell’assessore comunale a Igiene e sanità Ivo D’Agostino.
Il sindaco Di Primio è stato accusato di non aver difeso con forza la sanità teatina nei confronti delle decisioni prese dal vertice regionale, a causa della medesima appartenenza di partito che, secondo diversi consiglieri comunali, non avrebbe permesso a Di Primio di far sentire le ragioni di Chieti.
A pensarla così non è solo l’opposizione ma anche l’Unione di centro che, anche questa volta, ha mostrato una singolare sintonia con gli esponenti del Partito democratico.
L’ex sindaco Francesco Ricci, medico al SS. Annunziata, non ha usato mezze parole nel definire la sanità teatina “già condannata a livello regionale. Chi doveva difenderla non l’ha fatto a tempo debito, forse stava pensando a caccia e pesca”. Il rifermento è l’assessore regionale di Chieti, Mauro Febbo, che tra le sue deleghe ha proprio quelle alla caccia e alla pesca.
“Le scelte fatte per la nostra sanità – ha continuato Ricci – sono pura follia. Altrimenti non si capirebbe perché si vuole aprire una oncologia all’ospedale di Ortona prevedendo, al tempo stesso, che i malati oncologici vengano ad operarsi all’ospedale di Chieti. Sono situazioni allucinanti. Come anche il fatto che si vuole aprire una oncologia chirurgia quando è molto più necessaria una oncologia medica, come si vede dai pazienti oncologici che affollano il pronto soccorso teatino perché non sanno dove andare”.
Per il capogruppo Udc, Alessandro Giardinelli, Di Primio non si è battuto come avrebbe dovuto contro “la politica fallimentare della Regione. Siamo stati noi dell’Udc ad alzare la voce sulla realizzazione del nuovo polo cardiochirurgico – cita ad esempio Giardinelli – e, quando abbiamo fatto interrogazioni sulla sanità in consiglio comunale, il sindaco ci ha sempre risposto con le parole del manager Francesco Zavattaro, messo lì dalla Regione. Da parte mia mi sento deluso per questa azione debole del sindaco, che doveva e poteva imporsi di più e non solo riportare i diktat di manager e assessori regionali”.
L’assessore D’Agostino è stato, invece, attaccato per i risultati del sopralluogo fatto qualche giorno prima in ospedale, da cui sembrava che tutto funzionasse abbastanza bene. A puntare il dito contro l’assessore, più che l’opposizione, che alla fine lo ha anche difeso, è stata una parte della maggioranza, il cosiddetto intergruppo comunale, da tempo in polemica con l’Udc.
“A sentire il resoconto dell’assessore D’Agostino, mi sono chiesto se siamo sulla luna o sulla terra”, ha detto provocatoriamente Gianni Di Labio, capogruppo del Popolo di Chieti e membro autorevole dell’intergruppo, che è arrivato persino ad ipotizzare che D’Agostino, “essendo dipendente della Asl”, abbia addirittura fatto “dichiarazioni di comodo”.
All’attacco di Di Labio ha risposto il capogruppo Udc, visto che D’Agostino è esponente del partito di Casini. Giardinelli ha detto che l’assessore “non ha fatto altro che il suo dovere recandosi all’ospedale per un sopralluogo”.
Il sindaco, assente per buona parte della seduta, ha risposto decidendo di non replicare alle polemiche, anche per “evitare di riprendere una discussione che rischia di diventare sterile”, ha detto. Quando però ha detto che “in questi due anni abbiamo sofferto l’assenza dal comitato ristretto dei sindaci della Asl”, è come se avesse respinto al mittente le accuse dell’ex sindaco Ricci, durante il cui mandato Chieti è rimasta fuori dal comitato ristretto.
Di Primio ha anche ricordato che nella gestione della sanità locale non si sarebbe potuto prescindere dall’aspetto economico: “Il commissariamento della sanità è avvenuto in ragione del forte indebitamento, che ha dato origine a una serie di grossi tagli. In questo quadro non si può ricadere in logiche campanilistiche. Bisogna sì difendere le nostre eccellenze ma sempre mettendole a sistema con il resto della situazione regionale”.
“Per quanto riguarda l’ospedale – ha continuato il sindaco – c’è certamente un serio problema di gestione e di rapporti con l’università “d’Annunzio”. È anche scaduta la convenzione con l’ateneo: è su questo campo che si gioca la partita della qualità nella nostra sanità ed è, infatti, su questi temi che il consiglio comunale di Chieti può far sentire la sua voce”.
“Quello che potevo fare – ha concluso Di Primio – l’ho fatto. E senza preoccuparmi di chi dovesse fare il primario o l’aiuto primario”. Il sindaco ha infine ribadito il proprio impegno sia per avere maggiori certezze sulla realizzazione del polo cardiochirurgico sia per assicurare maggiore attenzione alle problematiche di alcuni reparti.
L’ordine del giorno sui problemi dell’ospedale (presentato dal capogruppo di Uniti per Chieti Liberato Aceto, anche lui medico al SS. Annunziata) è stato votato all’unanimità. Dopo la sua discussione, la vis polemica dei consiglieri comunali si è affievolita.
I successivi ordini del giorno sono passati, anche loro all’unanimità, ma molto più in fretta. Ad iniziare da quello sugli istituti riuniti “S. Giovanni Battista” che ha chiesto l’impegno del sindaco affinché venga immediatamente revocato l’organismo straordinario nominato dalla Regione per trasformare l’ex Ipab in una Asp, ovvero un’azienda di servizi alla persona, che, in provincia di Chieti, avrebbe dovuto nascere da tempo.
L’ordine del giorno si è dunque risolto in una totale sfiducia nei confronti dell’avvocato teatino Federico Gallucci, nominato da Chiodi a capo dell’organismo straordinario di cui il consiglio comunale teatino chiede la revoca immediata.
Tutti d’accordo anche sul sostegno ai lavoratori di Villa Pini e San Stefar, quasi mille persone in attesa della sentenza del Consiglio di stato che deve decidere sul riaccreditamento delle strutture dell’ex re della sanità privata Vincenzo Angelini. L’ordine del giorno presentato dal consigliere Udc Mario De Lio chiede che vengano salvaguardati sia i posti di lavoro che le prestazioni sanitarie.
Il penultimo ordine del giorno è stato presentato dal consigliere Pd Alessandro Marzoli che ha ha chiesto il recupero e la valorizzazione dell’ex ospedale S. Camillo, da tempo rimasto abbandonato a se stesso.
L’ultimo ordine del giorno, presentato dai capigruppo Udc e Pd, ha impegnato il sindaco alla salvaguardia dell’unità operativa complessa di medicina trasfusionale dell’ospedale di Chieti, che, secondo notizie di stampa, Vasto reclamerebbe per sé. (ar.ia.)





