CHIETI – Approfittava dello stato di crisi di commercianti e piccoli imprenditori di Pescara e del Chietino, per prestare loro soldi a interessi usurari. 

Almeno sette le vittime accertate per fatti andati avanti fra la fine degli anni ’90 al 2008, quando è finito in manette su disposizione della procura di Chieti.

Nei giorni scorsi, per quelle vicende, Luigi D’Alessandro, 66enne nato a Vacri e residente a San Martino sulla Marrucina, come riportato su Il Messaggero, è stato condannato dal tribunale di Pescara (giudici Villani, Marino, De Rensis) a nove anni e dieci mesi di reclusione per usura continuata aggravata. Dovrà inoltre pagare una multa di 15.800 euro.

In un caso, D’Alessandro, in cambio di ventimila euro si è fatto rilasciare nel giro di poco tempo 28 cambiali di importo complessivo di 25 mila euro; in un altro per un finanziamento di 4 mila euro ne ha pretesi quasi 12 mila. 

Il tribunale ha riconosciuto alle parti civili provvisionali per complessivi 80 mila euro. D’Alessandro è stato anche è stato interdetto legalmente per tutta la durata della pena e in perpetuo dai pubblici uffici. Disposta la confisca dei suoi beni.

L’intera vicenda giudiziaria ha preso il via nel 2008 a seguito della denuncia dei coniugi Masciulli-Pastorino della provincia di Chieti, assistiti dagli avvocati Camillo Tatozzi e Roberto Janigro.

La coppia, titolare di una piccola attività di macelleria, non riuscendo più a venir fuori dall’inferno in cui era finita, ha deciso di raccontare tutto, facendo scattare le indagini che, nel giro di poco tempo, hanno portato all’arresto di D’Alessandro.