CHIETI – Solo un Luciano D’Alfonso poteva pensare di venire a Chieti, in un convegno che doveva parlare della differenza tra Chieti alta e lo Scalo, e fare un discorso sull’area metropolitana Chieti-Pescara senza sollevare polemiche.
Ed è stato infatti l’ex sindaco di Pescara, con il suo ragionamento sul destino comune che lega un territorio vasto che va da Giulianova (Teramo) a Ortona (Chieti), da Pescara a Chieti e verso l’interno fino a Sulmona (L’Aquila), ad animare il convegno di ieri nella sala parrocchiale del Santissimo Crocifisso, sala strapiena con una platea dall’animo surriscaldato dopo le vicende sul riordino delle province, con Chieti che continua a ribellarsi all’accorpamento con Pescara.
Nonostante tutto, a parte una tirata critica piuttosto tagliente da parte di un cittadino, D’Alfonso è riuscito anche a beccarsi qualche applauso, finché non ha lasciato in anticipo il convegno organizzato dall’ex vice sindaco e leader di Giustizia sociale Bruno Di Paolo.
L’appuntamento è stato intitolato “Chieti-Chieti Scalo, un’unica grande città o un’unica grande illusione?”, domanda che Di Paolo ha rivolto ai relatori, ovvero, oltre D’Alfonso, gli ex sindaci Nicola Cucullo e Francesco Ricci.
Il sindaco Umberto Di Primio, adducendo impegni precedenti, non si è presentato così come l’arcivescovo Bruno Forte, anche lui impegnato altrove, e forse preoccupato per possibili “risvolti politici” della manifestazione, visto che ormai Di Paolo, defenestrato dalla Giunta comunale, avrebbe potuto dare all’incontro carattere politico e non più istituzionale.
Di Paolo ha più volte chiarito di non voler dare alcun carattere politico all’incontro, che è servito, dunque, ad analizzare le differenze tra due parti, certamente molto diverse, di quella che comunque è un’unica città, come si è visto in occasione della battaglia per la provincia, in cui sia il colle che lo Scalo hanno dato il proprio uguale e fattivo apporto.
Se con D’Alfonso il discorso ha spaziato fuori dai confini della città, con l’ex sindaco di Pescara che si è speso per un’idea di realtà urbana “ampia, generosa, accogliente e non separatista”, dopo la sua uscita di scena si è tornati a parlare della realtà cittadina, con i due ex sindaci a colmare il vuoto lasciato dalla mancata presenza di quello attualmente in carica.
Il convegno, ambientato nel cuore dello Scalo, ha spesso approfondito la realtà scalina (o “scaligera” per usare un termine usato da Cucullo in maniera non proprio positiva), che verrebbe messa in secondo piano, rispetto al colle, dalle amministrazioni comunali in genere.
Sia Cucullo che Ricci hanno detto che per loro non è stato così e hanno ricordato molte delle cose fatte per lo Scalo. Anzi Cucullo ha detto di aver spesso destinato maggiori risorse alla parte bassa della città, che, a suo giudizio, ne aveva più bisogno.
Ricci ha anche ricordato gli sforzi per realizzare un collegamento veloce tra la parte bassa e il colle, progetto che si legava a quello più ampio della metropolitana leggera che andava sino a Pescara, idea progettuale condivisa proprio con l’allora sindaco D’Alfonso. Tutto, però, si reggeva su finanziamenti regionali, bloccati con la caduta dell’amministrazione regionale dell’epoca.
Sempre sul tema del collegamento tra le due parti della città, Di Paolo ha lanciato un’idea inedita parlando di possibili percorsi pedonali e ciclabili per collegare il colle con lo Scalo.
L’ex vice sindaco ha chiuso l’appuntamento con grande soddisfazione: “Quando ho visto che Di Primio non veniva e che neanche l’arcivescovo poteva esserci e che persino il coro ha dato forfait all’ultimo momento, ho pensato che qualcuno volesse boicottarci – ha ammesso – E invece la sala era talmente piena che la gente è dovuta rimanere in piedi in fondo alla stanza e appoggiata al muro su entrambi i lati. Neanche io pensavo potesse esserci tanta partecipazione”.






