CHIETI – “Visto che siamo in tempo di pagelle scolastiche, all’Amministrazione di Chieti sulla vicenda acqua diamo un 10 in propaganda e un 3 in amministrazione”. Le parole sono dell’ex assessore ai lavori pubblici Luigi Febo che riassumono il leit motiv della conferenza stampa di oggi dell’ex sindaco Francesco Ricci e del segretario cittadino del Partito democratico Enrico Iacobitti.
Ovvero, in sintesi, tanta propaganda, fatta anche con “bugie”, e pochi fatti concreti. Ricci è partito dal presunto debito lasciato dalla precedente amministrazione con l’azienda acquedottistica Aca, finita in questi giorni nel mirino del sindaco Umberto Di Primio che l’ha accusata di dare poca acqua a Chieti, rispetto ad altri centri vicini.
Ricci cita una nota dei revisori dei conti (il parere al bilancio di previsione 2012) secondo cui la precedente amministrazione aveva accantonato circa 5 milioni e mezzo di euro per pagare l’Aca. I revisori notano anche che parte di questa cifra, circa 1 milione e 380 mila euro, è stato utilizzato in maniera impropria.
E dunque, ila cambiale con l’Aca di cui parlano Di Primio e l’assessore ai Lavori pubblici Mario Colantonio, non sarebbe altro che propaganda, dietro alla quale si nasconde “l’incapacità dell’amministrazione a completare le infrastrutture già avviate”.
Le parole, questa volta, sono dell’ex assessore Febo che porta ad esempio il serbatoio di Madonna della Vittoria non ancora completato e le tre condotte che avrebbero dovuto riequilibrare il sistema idrico di Chieti Scalo.
“Questa vicenda – conclude il segretario cittadino Pd Iacobitti – che anche quando ha il piatto già apparecchiato, Di Primio si dimostra ugualmente inconcludente. Piuttosto che fare lo sciopero della sete, facesse le opere necessarie per la città”.
Colantonio ha replicato nel giro di poche ore e ha fatto sapere che c’è un ulteriore “regalo – per usare le sue parole – ricevuto in eredità: l’ultima sentenza che vede il Comune di Chieti condannato al pagamento, nei confronti dell’Aca di altri 1.400.000 euro oltre alle salatissime spese legali”.
Per quanto riguarda il serbatoio di Madonna della Vittoria, l’assessore assicura che sarà pronto entro il 10 luglio.
Intanto, per far fronte all’emergenza idrica, il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, chiede l’attuazione della riforma che prevede la soppressione dei quattro Ato a favore di un unico ambito territoriale regionale. Semplificando il sistema, sottolinea il presidente, si riducono i costi di gestione e si recuperano soldi.
“Oggi, soprattutto sotto la spinta di un’emergenza idrica che potrebbe andare avanti per settimane, – dice Di Giuseppantonio – con decine di Comuni alle prese con la drastica riduzione della disponibilità di acqua che mette a dura prova le famiglie, il mondo produttivo ed il sistema turistico, già nel pieno della propria attività, bisogna intervenire con gli investimenti necessari sulla rete ma anche con un’azione di vigilanza sulle società che gestiscono l’erogazione idrica e che non sempre si sono rivelate efficienti”. (ar.ia.)






