CHIETI – Dai 10 minuti per un codice giallo a 30 minuti per il verde: questi i tempi medi d’attesa al pronto soccorso di Chieti, secondo quanto ha recentemente annunciato l’assessore comunale alla sanità, Ivo D’Agostino, dopo il sopralluogo di all’ospedale di Colle dell’Ara e il colloquio con il direttore del pronto soccorso, Maria Di Felice, che aveva parlato di “tempi d’attesa notevolmente diminuiti”.
Peccato che ieri mattina, intorno a mezzogiorno, con una normale affluenza, i tempi d’attesa al pronto soccorso erano di gran lunga maggiori rispetto a quelli annunciati il giorno prima nella nota del Comune.
Il signor Pietro Ricciuti stava aspettando da oltre un’ora e mezzo che facessero entrare la moglie Marisa per la visita. “E dire – ha riferito – che sono anche entrato con l’auto nell’accesso apposta per le urgenze, proprio per risparmiare tempo. Ma non è servito a nulla”.
L’auto, poi, ha dovuto andare a parcheggiarla molto più in là, “e ho dovuto faticare non poco per trovare un parcheggio. Non è possibile che dopo tanti anni – si sfoga il signor Ricciuti – non si sia ancora riuscito a risolvere il problema del parcheggio all’ospedale. Come possono pretendere che anziani e persone sofferenti debbano lasciare l’auto tanto lontano e raggiungere a piedi l’ospedale?”.
“E poi tutto questo tempo qui ad aspettare – dice ancora – prima di me è entrato un paziente con il braccio rotto. Con tutto quel dolore lo hanno fatto aspettare almeno tre quarti d’ora”.
L’ora e mezza d’attesa del signor Ricciuti non è stata, però, nulla in confronto all’odissea passata da due giovani studenti universitari che si erano presentati in pronto soccorso mercoledì sera attorno alle 22 e hanno atteso fino all’una del mattino prima di decidere di tornare a casa senza poter vedere un dottore.
Si sono ripresentati di nuovo ieri a mezzogiorno, sperando di trovare una situazione migliore. A stare male era solo Nicola, studente di Odontoiatria, che ha diviso le ore d’attesa con la sua accompagnatrice, Greta, studentessa di Medicina.
“Qui se ti metti vicino alla porta e urli – dice Greta – allora ti fanno entrare, altrimenti è un macello. Inoltre su foglio che rilasciano in questo pronto soccorso non c’è scritto, come avviene in altri ospedali, l’ora di arrivo del paziente e il codice (bianco, giallo o rosso) che ti hanno assegnato. Quindi un paziente non può farsi un’idea di quanto tempo deve aspettare in base al colore del codice”.





