PESCARA – L’impegno civile va in mostra alla D’Annunzio. È stata inaugurata ieri sera, nell’atrio antistante l’Aula Magna della Facoltà di Lettere a Chieti, la mostra d’arte “Civil_Art … l’impegno civile dell’Arte”, organizzata dal gruppo studentesco “Uni_On – Espressione Libre” e finanziata da fondi dell’Ateneo.
La mostra resterà aperta fino alla fine di luglio nella sede teatina, a settembre sarà portata a Pescara, nella Facoltà di Architettura, per poi tornare nuovamente a Chieti ad ottobre.
“L’allestimento di questa mostra è solo il primo passo di un progetto molto più ampio – afferma Antonio Mancini, responsabile del gruppo studentesco promotore del progetto – che prevede anche la realizzazione di una pubblicazione in cui saranno raccolte le foto di tutte le opere esposte, pittoriche, scultoree e fotografiche, con relative biografie degli artisti”.
Si tratta di un’iniziativa che darà modo a tanti giovani artisti, per lo più ragazzi e studenti universitari, di farsi conoscere e di promuovere il loro lavoro e la loro creatività, “ancor più – continua Mancini – per il fatto che la pubblicazione verrà presentata in un evento clou che si terrà a Pescara a settembre”. Si tratta di un convegno a cui prenderanno parte Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, il Procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi e, salvo impegni dell’ultimo minuto, il Magistratio Antonio Ingroia .
“Con ospiti di questo calibro – afferma Mancini – le emozioni saranno garantite”. Emozionante è anche il colpo d’occhio che si ha all’ingresso dello spazio dove è allestita la mostra, per le sensazioni suscitate dalle opere e per l’ allestimento delle stesse, in grado di enfatizzarne l’impatto emotivo.
L’ ambiente circolare su due livelli ha, infatti, permesso ai ragazzi di realizzare un percorso visivo che si sviluppa in più direzioni, verso l’interno e verso l’esterno del cerchio, creando una piacevole sensazione di apertura e un’idea di movimento che è enfatizzata dalla disposizione delle opere fotografiche, che sono sospese, lasciate scendere dal livello superiore con dei fili di nylon, e che ondeggiano dolcemente seguendo le correnti d’aria.
Ma cos’è l’impegno civile dell’arte? “È tutto – afferma Antonio Mancini – L’ impegno civile e sociale è il fulcro intorno al quale ruotano questo progetto e tutte le altre attività della nostra associazione”. Il giovane studente si dice molto amareggiato per quanto gli capita di vedere in giro e soprattutto negli ambienti universitari.
“Non concepisco l’idea di studenti universitari, il futuro del nostro Paese, i cui unici interessi sembrano essere solo la serata in discoteca o i prossimi protagonisti dei vari reality che ci propinano ogni giorno in tv. C’è bisogno di un maggiore interesse e di un maggiore impegno su tematiche sociali quali la lotta alla mafia e alle discriminazioni, il rispetto della Costituzione, la garanzia della giustizia e della legalità, la tutela dell’ambiente. Da tutto questo non possiamo prescindere se vogliamo garantire un futuro dignitoso al nostro Paese e alle nuove generazioni che lo abiteranno”.
Ecco il perché di una mostra su queste tematiche: si è voluto utilizzare il canale dell’arte per invitare i giovani e i meno giovani, essendo la partecipazione aperta anche a persone non universitarie, a riflettere su cosa vuol dire “impegno civile” e la loro riflessione, a sua volta, ne farà scaturire delle altre, quelle di tutte le persone che avranno la possibilità di soffermarsi a guardare le opere. E ne saranno tante.
“L’Università è un ambiente di passaggio, frequentato ogni giorno da tantissima gente – afferma Mancini – e noi abbiamo portato le opere nei corridoi, proprio lì dove le persone passano. Sarà difficile non catturare la loro attenzione”.
Obiettivo tra l’altro già raggiunto parzialmente dato che, a detta degli organizzatori, il tempo previsto per l’allestimento stesso della mostra è stato dilungato a causa delle numerose persone che si fermavano a guardare le opere e a chiedere informazioni in merito all’iniziativa.
Anche l’idea di aprire la partecipazione a tutti nasce dalla volontà di dare massima importanza alla promozione dell’impegno civile. Sono arrivate, infatti, opere di artisti professionisti ma anche di tante persone comuni, addirittura una ragazzina di 14 anni e un gruppo di bambini delle elementari “e noi le abbiamo accettate con estremo piacere, nell’idea che la valenza artistica è sì importante, ma l’obiettivo principale del nostro progetto vuole essere la promozione e la divulgazione di determinati principi” conclude soddisfatto Antonio Mancini, guardando le persone che si aggirano curiose tra le opere.





