CHIETI – L’antica processione del “Cristo Morto” di Chieti anche quest’anno intona il Miserere di Selecchy, tra l’emozione dei cittadini e i messaggi di speranza dell’intera comunità.

“Spero che la Santa Pasqua porti in dono un po’ di pace e conforto nella mente e nello spirito di tutti coloro che hanno perso delle persone care, dopo le catastrofi naturali che hanno colpito la nostra terra”, afferma Loris Medoro, direttore del coro del Miserere.

Una tradizione teatina antica di secoli, che ogni anno si rinnova con la stessa commozione, tra le vie storiche della città, raccogliendo una folla di 20 mila persone; dalla cattedrale di San Giustino, all’imbrunire della sera, la processione tra le più antiche d’Italia si è poi diretta nelle vie del centro, da via Pollione, per passare poi per piazza Valignani, piazza Matteotti e continuare il suo percorso fino al ritorno nella Cattedrale di San Giustino.

Cullata tra i violini e le voci profonde del coro dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, diretto dal maestro Medoro, con Giuseppe Pezzullo come Maestro di Cappella, la sacra tradizione rispetta anche quest’anno la sua suggestiva intensità.

Maggiormente sentita, quest’anno la processione diventa il simbolo di un’Abruzzo che vuole rinascere dopo la caduta di forza dovuta alle recenti calamità che hanno colpito il Paese. E così nel silenzio si raccoglie anche la preghiera di una più sentita speranza.

“Prendiamo questa occasione per augurare a tutti che la nostra amata terra, martoriata da calamità naturali e lutti, possa tornare un po’ di serenità e tranquillità – confessa commosso ad AbruzzoWeb il maestro Medoro – così che gli abruzzesi, persone dal carattere forte e determinato, possano ricostruire dalle macerie materiali e umane, un ambiente ancora più bello, più giusto, più sano”.

Un’occasione di pace e invocazione per stringersi nel cuore della città; voci basse per seguire il repertorio della santa processione, volti chini dinanzi i simboli della Passione di Cristo.

Si raccoglie, così, un silenzio atteso per chi torna nell’adorata Chieti per rispettare quella che più di una processione, è l’identità di un paese in piedi tra tradizioni e valori.

Dietro la sfilata delle numerose confraternite hanno sfilato i membri dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro con l’arcivescovo monsignor Bruno Forte e il sindaco, Umberto Di Primio, poi i membri dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, con a capo il governatore Giampiero Perrotti.