CHIETI – La rabbia dei lavoratori Sixty esplode di nuovo. Oggi pomeriggio poco dopo le 14 un centinaio di lavoratori ha occupato lo stabilimento di via Piaggio a Chieti Scalo.

Da quanto si è appreso, i lavoratori sono riusciti a entrare nello stabilimento approfittando del fatto che una delle nuove guardie giurate armate, appena assoldate dalla nuova proprietà, doveva ancora rientrare.

In quel momento c’è stata una piccola colluttazione che non è degenerata anche grazie alla presenza della stampa, e si è riusciti ad aprire le porte dello stabilimento.

Ci si è organizzati per la notte con turni al fine di arrivare al quarto incontro presso la sede del ministero delle Attività produttive, il prossimo lunedì pomeriggio, con l’azienda occupata.

“Vogliamo sia tenere alta l’attenzione su questa difficilissima vertenza – ha detto Giuseppe Rucci della Cgil – sia attirare l’attenzione della magistratura sulla vendita che quest’estate ha permesso l’arrivo della nuova propietà, la Crescent Hyde Park, visto che non siamo solo noi a dire che ci sono dubbi sull’intera vicenda, ma lo hanno detto anche i parlamentari che ci sono stati vicini, il sindaco Di Primio e lo stesso ministero. Lunedì prossimo i sindacati presenteranno un esposto in Procura su questi argomenti”.

“Non potevamo rimanere in silenzio di fronte alla proposta indecente che la nuova società ha fatto all’ultima riunione presso il ministero – ha detto Marino D’Andrea, rsu Cgil già protagonista dell’occupazione dello show room aziendale – vorrebbero chiudere Sixty spa e riaprire una nuova compagnia che riassorba solo una cinquantina dei 400 lavoratori del nostro stabilimento, rimandando a casa gli altri, insieme a quelli dei 40 punti vendita sui 60 totali che hanno in Italia”.

Senza contare il problema dell’indotto, da questa operazione sono circa 600 i lavoratori che potrebbe restare senza lavoro. L’incontro di lunedì pomeriggio dovrebbe anche chiarire in che modo la nuova proprietà vuole fare tutto questo, visto che si dovrebbe venire a conoscenza del nuovo piano indstriale e anche di quali saranno i marchi che si vogliono continuare a gestire.