PESCARA – È diventata uno dei politici più influenti in Abruzzo e tra i più rappresentativi a Roma, nonostante nella vita non abbia scelto la politica per professione, anzi, si è fatta largo in pochi anni segnando la differenza con il lavoro e la capacità di risolvere i problemi, proprio come faceva e fa nell’attività imprenditoriale nel mondo della scuola.

Ma ora, incassate le soddisfazioni personali, nel 2016 la senatrice Federica Chiavaroli, vice presidente del gruppo del Nuovo centro destra a palazzo Madama, si trova davanti a una sfida ancora più difficile: costruire il partito in Abruzzo, regione dove deve ancora strutturarsi appieno la formazione politica creata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo la scissione con il Popolo della libertà per allearsi con il governo Letta e poi con l’esecutivo Renzi.

Questo nonostante, oltre alla Chiavaroli, segretario regionale, lo schieramento possa contare su altri due deputati: Paolo Tancredi, di Teramo, e Filippo Piccone, di Celano (L’Aquila).

La missione si annuncia molto ardua, considerando la confusione che regna nel partito a livello nazionale alla luce del tira e molla tra quanti vorrebbero tornare nel centrodestra e lasciare il governo Renzi e quanti, compresa la stessa Chiavaroli, vorrebbero invece confermare l’alleanza con il centrosinistra.

Va considerato, inoltre, che né Ncd né Alleanza popolare, sigla che comprende nuovo centrodestra e Unione di centro, hanno dai sondaggi responsi beneaguranti che aiutano a ‘bucare’ nei territori.

Situazioni romane che si ripercuotono in Abruzzo, dove la questione della doppia ‘anima’ è il primo problema da risolvere, pena la perdita di pezzi da 90.

Però la Chiavaroli, che sempre più frequentemente i rumors romani indicano come futuro sottosegretario o addirittura ministro, conta di riuscire anche in questo risultato.

Proprio come quando, da consigliere regionale del Pdl, entrata con il listino dell’ex presidente Gianni Chiodi a fine 2008, alle elezioni politiche del 2013 è stata eletta al Senato sebbene fosse candidata in una posizione ‘impossibile’ nella lista bloccata, al quinto posto dopo Silvio Berlusconi, Gaetano Quagliariello, Paola Pelino e Antonio Razzi.

Facendo leva sulla sua leadership, ora vuole creare un partito degno di nota nella sua terra puntando nella grande area centrista, sia di destra che di sinistra, ma anche nella nutrita pattuglia degli scontenti e di chi non a a votare.

Non a caso, due giorni prima di Natale, fresca dell’onere e dell’onore di essere stata relatrice della legge di stabilità al Senato, nella sua Pescara la senatrice ha voluto salutare simpatizzanti e amici al bar Berardo Cantinetta Di Sipio, incassando l’ultima conferma del buon consenso personale ma lanciando il progetto partito in Abruzzo.

“Abbiamo pensato questo evento tutti insieme, con Tancredi e Piccone, e tutti quelli che ci chiamano, si lamentano, ci chiedono risposte, ma che ci chiedono anche di continuare a impegnarci per questa città, per questa regione – ha spiegato la Chiavaroli davanti a una platea molto numerosa -. Oggi ci vediamo per un brindisi augurale per Natale e per le festività di fine anno, quindi non è il momento di parlare di politica. Ma vi abbiamo invitato per lanciarvi il messaggio ‘ora Abruzzo’. In tal senso, abbiamo una nostra proposta per il 2016 e sarete richiamati”.

“Comunicazioni” in linea con l’invito finalizzato a un “brindisi natalizio e per parlare di progetti per il 2016”.

E sono stati in molti a rispondere all’invito della Chiavaroli: tra i big il collega parlamentare Tancredi, ma non Piccone, critico con la linea del partito di rimanere nella coalizione di governo, che pure era annunciato, ma che ha fatto sapere all’ultimo momento di avere problemi di lavoro.

Poi, il consigliere regionale Giorgio D’Ignazio,  Umberto Di Primio, il riconfermato sindaco di Chieti, tra i tanti che vogliono un ritorno nel centrodestra, l’ex presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, l’ex consigliere regionale dell’Udc Antonio Menna, che si è dichiarato “amico ed estimatore” della Chiavaroli.

Così come è intervenuto nella vesti di amico il dirigente del Comune di Pescara Guido Dezio, ex strettissimo collaboratore del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

E ancora, l’ex assessore regionale di centrodestra Marco Bacchion, attuale presidente della società Gran Sasso Teramano Spa che gestisce gli impianti di risalita di Prati di Tivo, e il consigliere comunale dell’Aquila della Vela Raffaele Daniele e l’ex sindaco di Pescara Carlo Pace.

Molto applaudito l’ex consigliere regionale forzista nonché assessore alla Sanità Lanfranco Veturoni, del quale la Chiavaroli ha ricordato l’assoluzione da una vicenda giudiziaria che gli ha procurato “tante sofferenze”, quella della cosiddetta “Rifiutopoli”.

Tra i tanti intervenuti anche il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, che ha avuto contatti con la Chiavaroli per via della vicenda della bonifica e della reindustralizzazione del sito del comune pescare, e il manager Venanzio Cretarola. (b.s.)