LANCIANO – Un nuovo esposto sta per arrivare sui tavoli della Procura contro la realizzazione del Parco della costa teatina. È firmato dall’onorevole Fabrizio Di Stefano che questa mattina, nella propria sede di Lanciano (Chieti), ne ha illustrato i contenuti. 

I dubbi dell’onorevole di Forza Italia si soffermano sul modo in cui è stata realizzata la perimetrazione: “a pettine – spiega il parlamentare – in maniera, cioè, non lineare ma con delle sporgenze verso l’interno che non hanno un adeguato supporto scientifico che ne giustifichi la presenza”. 

“Come mai aree come il Parco dei limoni sono rimaste fuori dal Parco e aree portuali o semi portuali sono finite dentro la perimetrazione?” Si è chiesto l’esponente forzista, tirando in ballo un esempio delle diverse “stranezze” rilevate nella vicenda.  

Di Stefano dice di aver avuto notizia, anche in maniera pubblica visto che ne hanno parlato alcuni organi di stampa del vastese, di “precisi interessi economici” che avrebbero dettato questa particolare perimetrazione e in base a tali notizie ha deciso di interessare la Procura. 

“Chiediamo agli organi competenti di svolgere adeguate verifiche. – ha detto l’onorevole – Comunque, quel che appare certo, è che questo tipo di perimetrazione comporterà degli squilibri sul territorio”. 

Che tipo di squilibri? “I terreni edificabili che ricadono all’interno del Parco – spiega l’onorevole – perderanno il grado di edificabilità che avevano, mentre quelli che si trovano fuori dal Parco, a ridosso del perimetro aumenteranno certamente di valore. Se ne è parlato anche su alcuni organi di stampa e sono stati fatti anche dei nomi. Cosa che io non voglio e non intendo fare, seppure chiedo alla magistratura di verificare”. (ar.ia.)