PESCARA – “La diminuzione del numero dei disoccupati da 73 a 65 mila non si è tradotta in una crescita degli occupati, ma chi non ha un lavoro ha smesso di cercarlo perché ritiene di non riuscire a trovarlo. La gravità della crisi del lavoro, in Abruzzo, è drammatica”.

Così il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, commenta gli ultimi dati Istat sull’occupazione, criticando le affermazioni del presidente della Regione, Gianni Chiodi, che aveva parlato della “più bella notizia dell’anno” e di “inversione di rotta”.

“A fronte di di una diminuzione dei disoccupati – spiega Di Cesare – non si registra un aumento degli occupati. Gli 8 mila disoccupati in meno sono andati a ingrossare la popolazione inattiva, hanno allargato la schiera degli scoraggiati e hanno perso la fiducia nella ricerca di un lavoro; fatto, questo, molto negativo. Mentre le forze di lavoro crescono al Nord, al Sud e sono stabili al Centro, i dati regionali indicano una tendenza negativa per l’Abruzzo”.

Dopo l’analisi dei dati, la Cgil “sollecita il presidente Chiodi a un atteggiamento sobrio e attento nei confronti di lavoratori e disoccupati, i quali vivono con sofferenza questa lunghissima crisi. C’è bisogno di un presidente regionale che consideri le gravi questioni del lavoro come una priorità – conclude Di Cesare – perché solo in questo modo si potra sperare in una inversione di rotta o di tendenza a cui, fino a oggi, non abbiamo ancora assistito”.